Sopralluogo e interrogazione per l’ospedale di Frattamaggiore

Sopralluogo e interrogazione per l’ospedale di Frattamaggiore

Sopralluogo e interrogazione per l’ospedale di Frattamaggiore

In seguito alle violente piogge dello scorso ottobre il pronto soccorso e il reparto di radiologia dell’ospedale di Frattamaggiore si sono allagati, con grossi danni alle strutture e alle attrezzature.
Ci sono voluti 7 mesi per riaprirli. Il commissario dell’Asl Na2 Nord che avevo convocato in commissione Trasparenza ci aveva detto che tutto quel tempo era servito per attivare una conferenza di servizi e risolvere il problema alla radice con lavori importanti, visto che il ps si allaga da sempre.
Dopo appena un mese dall’apertura è bastata una pioggerella perché l’acqua invadesse di nuovo la radiologia, per fortuna senza danni.

E quando riprenderanno le piogge intense cosa accadrà, verrà negato ancora il diritto alla salute per mesi e mesi?
Quanti soldi sono stati spesi per i lavori?
Sono stati eseguiti male visto che si è verificata una nuova penetrazione di acqua?
Di chi è la responsabilità?

Tutte queste domande le abbiamo messe nero su bianco in un’interrogazione a firma mia e del consigliere Luigi Cirillo

La UE o cambia o muore

vogliamocomunita

di MoVimento 5 Stelle

Il Regno Unito è fuori dall’Unione Europea e Cameron si è dimesso. Lo hanno deciso i cittadini britannici con il referendum. E’ la strada più cara al Movimento 5 Stelle, quella di chiedere ai cittadini un parere sugli argomenti decisivi per i popoli. Nessun governo deve aver paura delle espressioni democratiche del proprio popolo, anzi deve considerare il suo volere come il più autorevole dei mandati.

L’Unione Europea deve cambiare, altrimenti muore. Le istituzioni comunitarie, e in particolare la Troika (FMI, BCE e Commissione Europea) devono iniziare a domandarsi dove hanno sbagliato e come possono risolvere l’enorme problema che hanno generato. Ci sono milioni e milioni di cittadini europei sempre più critici, che non si riconoscono in questa Unione fatta di banche e ricatti economici. Pensiamo al caso greco, un Paese ormai al collasso.

Il MoVimento 5 Stelle ha sempre creduto che a dover decidere sulle questioni decisive debba essere il popolo, infatti abbiamo raccolto le firme per il referendum sull’euro per far decidere gli italiani sulla sovranità monetaria.

Il LEAVE del Regno Unito sancisce il fallimento delle politiche comunitarie volte all’austerità e all’egoismo degli Stati membri, incapaci di essere una comunità. Il Governo di Cameron, nei mesi scorsi, aveva già negoziato alcune condizioni che garantivano una sorta di “Statuto Speciale” agli inglesi, a rafforzare la loro particolare condizione all’interno della Comunità Europea. Non è bastato, perché le deroghe e concessioni su politiche legate a immigrazione, finanza e governance economica in generale non hanno convinto la maggioranza della popolazione. Per gli inglesi, qualsiasi altro step verso un’UE più stringente (dal punto di vista bancario ad esempio, la cosiddetta “Ever Closer Union“) doveva in ogni caso passare per un cambiamento dei Trattati, a cui qualunque Governo britannico si sarebbe opposto.

L’Unione Europea ha sbagliato nel mettere l’austerità al centro della politica, le banche e la finanza davanti ai cittadini; non ha risolto il problema dell’immigrazione, perché dominata dell’egoismo degli Stati membri; ha creato povertà e disoccupazione dilagante; si è dimostrata a trazione tedesca, Angela Merkel e Martin Shultz si sono comportati come i padroni assoluti e incontrastati; il suo esecutivo è guidato da Jean-Claude Juncker, per anni primo ministro di quel Lussemburgo campione d’elusione fiscale; vuole imporre il TTIP e altri grandi Trattati internazionali, discutendoli a porte chiuse. Basta.

C’è un’altra Europa, quella fatta dai cittadini che credono nella democrazia diretta. In questa il Movimento 5 Stelle ha ottenuto risultati straordinari. Quest’altra Europa ci ha dato ragione sul Reddito di Cittadinanza, sulla promozione delle energie rinnovabili, sul bandire dal dizionario comunitario parole come combustibili fossili e rigassificatori, sul trasporto pubblico gratuito, sull’economia circolare e molto altro ancora.

L’Italia è uno dei Paesi fondatori dell’UE, ma ha un Governo troppo debole per poter negoziare uno “Statuto Speciale” a tutela delle sue eccellenze. Renzi continua a propagandare sui media le necessità del Paese e poi, a Bruxelles dimentica tutto. Fa orecchie da mercante rimbalzando tra una lobby e l’altra, incapace di prese di posizione reali. Anche qui, è inutile citare gli esempi dell’olio tunisino, delle arance marocchine e del TTIP, solo per fare qualche esempio.

L’Italia non ha bisogno di un Governo amico dei lobbisti, ma di onestà, determinazione e competenza politica. Dobbiamo tutelare il nostro made-In, garantire la flessibilità sugli investimenti pubblici, cambiare la politica sull’immigrazione, proteggere le eccellenze agroalimentari e valorizzare le nostre PMI. Vogliamo un’Europa che sia una “comunità” e non un’unione di banche e lobby. Ora la parola ai cittadini.

Una decisione che penalizza tutta l’area orientale di Napoli

Con un atto scellerato, il 1 Luglio saranno chiusi gli ultimi due reparti dell’ospedale SS.Annunziata‬, la pediatria e la terapia intensiva neonatale.
Una decisione che penalizza non solo gli abitanti del quartiere, ‪Forcella‬, ma tutta l’area orientale di Napoli.

Come presidente della ‪Commissione Trasparenza‬ proporrò un’audizione congiunta urgente con la ‎Commissione Sanità‬, chiamando al tavolo i vertici dell’Annunziata, del ‪Santobono‬, dove saranno trasferiti i posti letto, della Asl Napoli1‬ e della ‪Sun‬ e il commissario Polimeni, oltre ai lavoratori e alle associazioni di cittadini.

Lo smantellamento dell’Annunziata inizia nel 2011, con la chiusura del reparto maternità dove si registravano fino a 1300 parti ogni anno, tra pochi giorni quel piano scellerato sarà portato a compimento.
E mentre da un lato si chiudono reparti di eccellenza, punto di riferimento come polo materno-infantile di Napoli e provincia, si pensa ad aprire ex novo un reparto di maternità e terapia intensiva neonatale alla Sun.

La giustificazione addotta allo smantellamento dell’Annunziata è il nuovo piano ospedaliero, che non prevede lì reparti di degenza. Ci si dimentica però di dire che lo stesso nuovo piano prevede due pediatrie nel territorio dell’Asl Na1: una al San Giovanni Bosco, l’altra al ‎Loreto Mare‬, che non si sa né se né quando aprirà.
Siamo ancora in blocco del turn over: come sarà reclutato il personale per la nuova pediatria?
Nei fatti si sta privando dell’assistenza pediatrica la popolazione di un intero territorio.
Perché non tenere aperta la pediatria all’Annunziata in attesa di quella del Loreto Mare o in subordine spostarla temporaneamente all’‪Ascalesi‬ invece di affogare ancora di più il Santobono, che tra l’altro si trova in una zona molto lontana dal centro storico?

Ci sono troppi punti oscuri da chiarire e che ci preoccupano molto.
All’interno l’ospedale ha strutture in ottimo stato, attrezzature moderne e un personale che ha maturato grande professionalità e dimostra una forte affezione nei confronti del presidio, e oggi è sgomento.
Basterebbe davvero poco per rimettere a posto ciò che non va, invece di chiudere un ospedale come l’Annunziata.

L’ospedale dell’Annunziata vi sembra da smantellare?

Stamattina ho effettuato un sopralluogo all’ospedale Annunziata‬, che con la chiusura prima del reparto di maternità e poi dei reparti di pediatria e terapia intensiva neonatale, previsti per il prossimo primo luglio, verrà definitivamente smantellato.
Suggeriamo a De Luca di farsi un giro all’Annunziata, affinché possa rendersi conto che è una struttura ricca di potenzialità, che dovrebbe essere potenziata, non certo smembrata.
Le vada a spiegare lui le ragioni della chiusura ai cittadini del quartiere, che fanno benissimo a protestare. I posti letto di pediatria saranno tutti spostati al Santobono‬, che già è sovraccarico. Un padre del quartiere mi ha detto che tante famiglie avranno difficoltà persino a pagare la benzina per trasportare i loro bambini al Santobono. Oggi anche gli operatori sanitari incontrati erano disorientati e all’oscuro sul futuro della struttura, figuriamoci i cittadini. Mi chiedo cosa succederà se una mamma il 2 luglio dovesse arrivare all’Annunziata con il figlio che ha bisogno della Tin, senza sapere che è stata chiusa.
Chi si assumerà la responsabilità di ciò che potrà accadere a quel bambino?

All’interno l’ospedale ha strutture in ottimo stato, attrezzature straordinarie e un personale che ha maturato una grande professionalità negli anni e che oggi è sgomento. La chiusura dell’ospedale è frutto di scelte politiche sbagliate perpetrate negli anni, ora si sta per scrivere solo l’ultimo atto di un percorso già avviato da tempo.
E’ una scelta scellerata quella di chiudere con la promessa di attivare altrove posti letto, senza che questo sia già avvenuto e sia certo.
Vogliamo fare chiarezza su questa vicenda. Per questo ho chiesto un incontro urgente per domani anche al commissario dell’‪ ‎AslNa1‬. L’assurdo è che, mentre si procedeva a smantellare l’Annunziata, sono state create ex novo una maternità e una terapia intensiva neonatale alla SUN‬ con dispendio di ulteriori risorse economiche.

Rinnovo la richiesta di incontro al commissario Polimeni‬, che in più occasioni ha già concesso incontri e sopralluoghi congiunti a membri della maggioranza, augurandomi che sia l’interlocutore non di una sola parte politica, ma di tutti i portavoce dei cittadini campani.
Stiamo lavorando a un’interrogazione regionale urgente per capire le reali intenzioni del commissario e della Giunta e valuteremo pure se c’è una negazione del diritto costituzionale alla salute e, nel caso, interesseremo il Prefetto.

La GORI dovrà pagare il suo debito: vittoria per i cittadini

Dopo aver ascoltato i dirigenti regionali e i vertici della Gori, dopo l’audizione dell’assessore all’Ambiente Bonavitacola, che ha dichiarato che la Regione non ha intenzione di concedere altre rateazioni, oggi in Commissione Trasparenza abbiamo approvato all’unanimità una risoluzione in base alla quale la Regione dovrà attivarsi per il recupero coattivo dei debiti milionari della Gori Spa, che da 15 anni continua ad accumulare debiti su debiti.
Come M5S abbiamo iniziato questa battaglia sin dal nostro ingresso in Consiglio, ottenendo che la Commissione Ambiente approvasse su nostra proposta una risoluzione per il recupero del debito e che la Regione emettesse due diffide a pagare.
Ma da dicembre ad oggi non si era poi data attuazione alle diffide, pretendendo il pagamento.
Oggi in Commissione Trasparenza abbiamo portato a casa un altro importante risultato per i cittadini campani: la Regione dovrà impegnarsi ad attuare le diffide e la Gori dovrà pagare il suo debito!
Mai più trattamento di favore a chi non paga debiti milionari mentre ai cittadini per pochi euro di debito si staccano i contatori!

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