Emendamento “Burocrazia zero” sulla disabilità, bocciato

Emendamento “Burocrazia zero” sulla disabilità, bocciato

Emendamento “Burocrazia zero” sulla disabilità, bocciato

De Luca ha la grave responsabilità politica di aver bocciato il nostro emendamento ‘burocrazia zero’ sulla disabilità che introduceva una vera semplificazione burocratica e amministrativa per i disabili e che non comportava oneri a carico del bilancio della Regione.

Visite fiscali e di riconoscimento, certificazioni e accompagnamento, terapie, fino ad arrivare ai tagliandi per il parcheggio, al ruolo degli insegnanti di sostegno e alla digitalizzazione delle procedure e dell’accesso ai documenti. Una zona a burocrazia zero per la disabilità, al fine di ridurre al minimo gli adempimenti formali attraverso la creazione di portali telematici in grado di soddisfare più esigenze contemporaneamente e rendere accessibili in un solo contenitore tutti i procedimenti amministrativi sul tema.

Le persone con disabilità proponenti questo emendamento ci avevano rappresentato la palude burocratica nella quale si trovano invischiati tra duplicazioni di procedure, di certificati da trasmettere ad enti diversi per ottenere quello che gli spetterebbe di diritto.

La nostra proposta nasceva dall’ascolto dei disabili e delle loro famiglie, ma la risposta del presidente della Giunta è stata indegna dell’istituzione che rappresenta: ci ha accusati di fare pura propaganda sui disabili, strumentalizzando l’interesse dei cittadini per sferrare un volgare attacco.

Guardate il video per capire da chi siamo governati

Fuori la mafia dallo Stato, anche in Campania.

Oggi, nel giorno dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino in questo Consiglio assistiamo al ritorno quasi fosse un novello figliol prodigo di un consigliere coinvolto in un’indagine di camorra.
E ciò che è ancora più grave è il silenzio colluso in cui tutto questo avviene, come se nulla fosse, anzi tra baci e abbracci di bentornato.
Sono trascorsi quasi 3 mesi da quel 26 aprile in cui la gravissima notizia del coinvolgimento di Graziano in un’indagine di camorra rimbalzò su tutti i quotidiani nazionali.
Fummo i soli in quella circostanza a chiederne le dimissioni, sue e di tutti gli indagati per camorra che siedono in quest’assise, e le chiediamo oggi come allora, in sintonia col pensiero di Paolo Borsellino, che oggi vogliamo commemorare attualizzando le sue parole: i politici sui quali gravi anche solo il sospetto di camorra devono stare fuori dalle istituzioni, senza
se e senza ma.
Graziano per 3 mesi è scomparso dal Consiglio e dalle commissioni, continuando a percepire lo stipendio a spese dei cittadini, assente dall’ufficio di presidenza della commissione di cui è segretario continuando a percepire indebitamente pure l’indennità di funzione, e oggi dicevo, da novello figliol prodigo riappare, certo di un perdono implicito, scontato da parte di chi con l’alibi del garantismo si lava la coscienza sporca.
Scene già viste in parlamento dove destra e sinistra si scambiano il favore del negare l’autorizzazione all’arresto o all’uso delle intercettazioni. Forse Graziano pensa che il tempo di raffreddamento che si è concesso basti a diluire la gravità dell’indagine che lo riguarda e che stride con la sua permanenza in questa istituzione? Uno con la coscienza pulita, specchiata non avrebbe atteso 3 mesi, avrebbe continuato il suo lavoro consiliare. O forse Graziano ha preferito attendere per verificare la gravità delle prove nelle mani della magistratura e oggi rientra tirando un sospiro di sollievo? Come può un politico indagato per camorra essere considerato affidabile e libero nella gestione della cosa pubblica, nel fare leggi o gestire i soldi pubblici?

Noi non ci stiamo a far finta di niente ed annunciamo l’abbandono dell’aula per pochi minuti quale gesto simbolico di protesta morale e per onorare chi per mano della camorra ha perso la vita.
La nostra commemorazione la facciamo fuori e non in quest’aula, intitolata a Giancarlo Siani, che avete trasformato nel tempio dell’ipocrisia, quest’aula in cui la parola camorra dovrebbe risuonare solo nelle discussioni sulle misure di contrasto alla camorra, di lotta alla camorra e invece qui dentro ci sono 2 indagati per camorra. Pochi minuti che non basteranno a placare l’indignazione per questo ennesimo affronto all’istituzione, ma che serviranno a dire con forza da che parte sta il M5S.
E quella parte non è certo la parte della camorra.

fuori la mafia m5s

Mozione M5S sull’Annunziata domani in Consiglio

Domani in Consiglio regionale presenteremo una mozione perché venga garantita l’assistenza materno-infantile e neonatale in tutta l’area orientale di Napoli. La Giunta DeLuca‬ s’impegni a bloccare il trasferimento dei reparti e la chiusura dell’ospedale ‎Annunziata‬ fino a quando non saranno pienamente operative le strutture ospedaliere previste come alternative alla chiusura dell’Annunziata.
Bisogna stabilire con chiarezza i tempi degli interventi per realizzare un efficace percorso materno-infantile: non è possibile che si chiuda con la vaga promessa che prima o poi si aprirà altrove.
Chiudere gli ospedali è un atto dolorosissimo, specialmente quelli pediatrici: va assicurato ai bambini il diritto di nascere e avere un sistema di assistenza che garantisca loro sicurezza e benessere.
Credo che questa mozione, la chiamo del ‘buonsenso’, sia un atto dovuto per i tanti cittadini del centro storico e della zona orientale della città: non pensino di aspettare la pausa estiva per privare i cittadini dell’assistenza sanitaria a loro insaputa.

Scarica qui la mozione http://goo.gl/8jS5Zt

mozione annunziata m5s

Sulle nomine in Sanità il Ministero dà ragione al M5S

Vi ricordate la nostra battaglia sulle nomine in ‪Sanità‬?
Dal ‪Ministero Della Salute‬ arriva oggi una doccia fredda per ‎DeLuca‬: profili di illeggittimità costituzionale per la legge che lo ha proclamato padrone assoluto della scelta dei direttori generali di Asl e ospedali.
Avevamo provato con ogni mezzo a bloccare quella legge scandolosa, che riporta la Campania‬ alla spartizione politica delle poltrone in sanità senza nessun criterio di trasparenza e di merito.
Lo abbiamo denunciato in commissione e in Consiglio, scrivendo persino al Presidente della Repubblica.
Una legge che va contro l’orientamento normativo nazionale che, pur se con grossi limiti, introduce un minimo filtro allo strapotere della politica nella scelta di chi dovrà gestire la salute dei cittadini.
La nostra battaglia è arrivata fino in Parlamento con un’interrogazione del ‎M5S‬.
Alla quale proprio oggi che vengono rese note le prime nomine di De Luca arriva la risposta che immaginavamo: il Ministero della Salute ha ravvisato profili di illegittimità costituzionale nella legge di De Luca.
È una prima conferma delle nostre denunce.
Ora spetta al Consiglio dei Ministri valutare se impugnarla: che farà Renzi‬?
Proteggerà ancora una volta De Luca contro l’interesse della gente?
La nostra Regione e la salute della nostra gente è in mano ad incompetenti in malafede.

de luca sanita

Sull’Aerospazio campano solo balle

pomigliano-aerospazio ciarambinoOggi a Pomigliano si è scioperato non solo per il rinnovo del CCNL dei ‪metalmeccanici‬, ma anche per richiamare l’attenzione delle istituzioni campane e nazionali sull’importanza della difesa e dello sviluppo dell’industria nel Meridione e del comparto aerospaziale.
I dati Istat sul comparto campano in caduta libera, la crisi delle aziende metalmeccaniche dell’indotto (vedi Dema), l’allarmante mancanza di nuove commesse che in passato l’‪Alenia‬ (ora ‎Leonardo‬) distribuiva sul territorio, garantendo lavoro a tanti fornitori e aziende dell’indotto, significano che la politica governativa e regionale non hanno alcuna volontà di rilanciare il comparto, ma sembrano anzi volerlo abbandonare a un destino di progressivo smantellamento senza muovere un dito.
Siamo stati i primi a denunciare quanto stava accadendo in Alenia con la creazione di due divisioni fortemente sbilanciate a tutto vantaggio degli stabilimenti settentrionali e il trasferimento di tutta l’area dell’ingegneria e della progettazione al nord.

A febbraio scorso come ‪M5S‬ siamo riusciti a far approvare all’unanimità in Consiglio regionale una mozione per impegnare la Regione nella salvaguardia e nel rilancio dell’industria aerospaziale campana.

Da allora tra il nulla cosmico e le balle spaziali di De Luca, visto che parliamo di aerospazio, sono trascorsi invano 5 mesi.
Attualmente per ATR ci sono circa 200 ordini, poco più di due anni di produzione.
E dopo cosa accadrà?
Svenderemo gli stabilimenti campani, fiore all’occhiello della nostra industria, a improbabili pseudoindustriali come già accaduto in passato?
Attendiamo con ansia l’ufficializzazione di eventuali nuovi ordini dal salone di Farnbourogh. Finora solo chiacchiere e silenzio.
Noi non ci fermiamo e stiamo mettendo in campo iniziative anche a livello parlamentare. Non possiamo lasciarci scippare ancora una volta le eccellenze del nostro territorio.