34 CONSIGLIERI REGIONALI INDAGATI PER DANNO ERARIALE

34 CONSIGLIERI REGIONALI INDAGATI PER DANNO ERARIALE

34 CONSIGLIERI REGIONALI INDAGATI PER DANNO ERARIALE

Stando all’indagine della Corte dei conti partita grazie ai nostri esposti, De Luca e 33 consiglieri regionali avrebbero sperperato impropriamente centinaia di migliaia di euro di denaro pubblico.

Dal Pd a Forza Italia passando per Fratelli d’Italia e il Verde Borrelli, nel calderone della vergogna sono presenti quasi tutti.

Ecco quanto dovranno restituire ai cittadini campani se la sentenza confermerà le indagini.

IL DISASTRO DELLE SOCIETA’ PARTECIPATE

Da 4 anni in Consiglio regionale denunciamo il disastro delle società partecipate, autentici buchi neri di denaro pubblico e nomine, incapaci di erogare servizi efficaci.
Era stata istituita persino una Commissione di inchiesta che non aveva prodotto alcun risultato se non di sperperare altro denaro pubblico, con proroghe illegittime che abbiamo denunciato alla Corte dei conti.
In qualità di Presidente della commissione Trasparenza, che ha come propria mission istituzionale anche il controllo sulle partecipate, ho già avviato una serie di indagini sul tema, per fare luce su questi carrozzoni politici.
La prossima settimana ho convocato in audizione Eav, tanto per cominciare.
Vi terrò informati.

I TENTACOLI DELLA CAMORRA SULLA SANITA’ CAMPANA

Pensavamo di aver toccato il fondo nella malasanità campana con i pazienti ricoperti di formiche, le strutture fatiscenti, i medici costretti ad assistere i malati per terra.

Non è così.

La Camorra ha allungato i suoi tentacoli sulle strutture sanitarie in Campania.
Si parla di un controllo vero e proprio sul funzionamento interno degli appalti, di certificati medici falsi e di truffe assicurative.
Com’è possibile che chi governa la sanità della Regione non si sia accorto di nulla?
Vincenzo De Luca non è all’altezza del suo doppio ruolo e non può assicurare legalità e trasparenza.

LE CRITICITA’ SULL’AFFIDO FAMILIARE IN CAMPANIA

Quando ho iniziato a occuparmi di affido, case famiglia e adozione in Campania, predisponendo una serie di interrogazioni in Consiglio regionale, non avrei mai potuto neppure lontanamente immaginare l’orrore venuto fuori a Reggio Emilia sull’affido di decine di bambini, plagiati e violentati psicologicamente e fisicamente.
In questi giorni ho ricevuto la risposta della Giunta regionale a una delle mie interrogazioni e quello che emerso è ciò che temevo: enormi criticità, numero inadeguato di assistenti sociali, controlli inadeguati, nessuna formazione specifica predisposta da parte della Regione Campania. In particolare

  • Il numero degli assistenti sociali continua ad essere insufficiente nel mancato rispetto del rapporto di 1 a 5000 prescritto in ogni Ambito Territoriale, in primis, dal Piano Nazionale e Regionale della Campania per la Lotta alla Povertà 2018-2020
  • Nella maggior parte degli Ambiti Territoriali non sono stati istituiti i GIL e i SAT, ovvero l’equipe multidisciplinare richiesta dalle linee guida della Regione Campania del 2002 e del 2004 su adozione e affido familiare
  • La Regione Campania non verifica il rispetto da parte degli Ambiti Territoriali delle suddette linee guida e non attua in questi casi il potere di sostituzione nei confronti degli enti locali inadempienti
  • La Regione non organizza una formazione adeguata per gli operatori territoriali del settore senza specificare da quanto tempo, limitandosi ad aderire al Progetto PIPPI che è un programma di intervento per prevenire l’istituzionalizzazione rivolto a nuclei familiari con uno specifico disagio
  • Non vengono stanziati sufficienti fondi per l’infanzia e l’adolescenza, e non viene controllato che almeno il 40% del FNPS sia speso per la copertura di quest’area di intervento sebbene sia così stabilito dal Piano Sociale Nazionale 2018-2020
  • La Regione non trasferisce in maniera finalizzata, oltrechè la quota di FNPS, anche il Fondo Regionale per specifici servizi (per cui le risorse per l’affido familiare sono determinate esclusivamente dalla volontà politica degli Ambiti Territoriali) e non effettua alcun controllo su come vengono spese le risorse che, tra l’altro, essa stessa trasferisce

Alla luce di quanto accaduto a Reggio Emilia sono ancora più convinta che occorra fare luce anche in Campania su questi istituti importantissimi, che toccano la vita di migliaia di bambini e di famiglie.

Io non mi fermerò e invito chiunque voglia aiutarmi a contattarmi!

➡️ A questo link trovate la risposta della Giunta alla mia interrogazione RG 1305

http://www.consiglio.regione.campania.it/…/interrogazioni_d…

OSPEDALI APERTI E LIBERI DALLA CAMORRA

Situazioni come quelle che le indagini stanno rivelando, con la camorra che controllava il San Giovanni Bosco e pare altri ospedali napoletani, nel silenzio di chi li amministrava e di chi avrebbe dovuto controllare, richiedono risposte forti.
La sanità campana non può più attendere.

Per questo insieme ai consiglieri regionali e ai parlamentari campani abbiamo scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per chiedere misure straordinarie per la nostra sanità

  • rispetto della legge e rimozione di De Luca da commissario incompatibile
  • adozione di un decreto emergenziale per la sanità campana come fatto in Calabria
  • un incontro urgente con una delegazione di parlamentari e consiglieri regionali

Ci tengo a chiarire che nessuno, nè tanto meno il ministro Grillo ha mai parlato di CHIUDERE L’OSPEDALE.
Noi gli ospedali vogliamo aprirli non chiuderli!

Ma certamente liberarli dalla camorra e da chi non è all’altezza di amministrarli.

FATTI GRAVI SFUGGITI ALLE ATTIVITA’ DI VERIFICA E ISPEZIONE

I retroscena dell’ultima inchiesta della Dda di Napoli confermano che in Campania ci sarebbero ospedali sotto il controllo della camorra.
Un fenomeno drammatico al cospetto del quale sentiamo il dovere di chiedere al presidente dei Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, di adottare misure urgenti per riformare dalla base il sistema sanitario regionale, con misure emergenziali come quelle adottate per la Calabria.

Per questa ragione insieme ai consiglieri regionali e parlamentari campani del M5S oggi abbiamo scritto una lettera a Conte per chiedere

  • l’immediata rimozione di De Luca da commissario alla sanità, nel rispetto di ciò che la legge ha stabilito
  • l’adozione di misure straordinarie ed emergenziale per la sanità campana al pari di quanto fatto col Decreto Calabria
  • un incontro urgente con una delegazione di parlamentari e consiglieri regionali campani per potergli rappresentare le immani criticità della nostra sanità.

Ci chiediamo come sia possibile che fatti gravi come quelli descritti dai magistrati siano sfuggiti alle attività di verifica e ispezione dei diversi livelli di management aziendali e regionali dell’attuale governo regionale e del precedente governo Caldoro.

Mentre il governatore della Campania si limitava a denunciare casi di boicottaggio relativi all’invasione di formiche al San Giovanni Bosco nello stesso nosocomio si perpetravano fatti molto più gravi, con la camorra che avrebbe continuato a organizzare summit in ospedale, a gestire appalti, posti di lavoro, forniture e a indirizzare le scelte del management anche sui tempi di apertura dei reparti.
Una situazione che conferma l’incapacità di chi ha il dovere di controllare e non è stato in grado di farlo e che ci impone di chiedere l’immediata rimozione del commissario, l’azzeramento dell’attuale management e l’intervento incisivo del Governo con un nuovo corso che restituisca finalmente dignità alla sanità campana.

 

 

LE MANI DELLA CAMORRA SULLA SANITA’ CAMPANA

Questi sono solo 2 degli articoli che oggi raccontano le mani della CAMORRA sulla sanità campana.
Uno spaccato così allucinante da sembrare inverosimile se non fosse tutto documentato da intercettazioni e confessioni di un pentito.
E tutto questo accadeva senza che chi gestiva gli ospedali, chi doveva controllare, chi doveva garantire legalità e trasparenza si sia accorto di nulla.
Nessuna delle indagini sembra sia partita da una sola denuncia di chi governava e governa la sanità campana o dai manager che gestivano e gestiscono gli ospedali.

Chiameremo tutti costoro a darci risposte.

I cittadini campani hanno diritto a ricevere risposte, i medici, gli infermieri, tutti gli operatori sanitari onesti che con enorme sacrificio svolgono il loro lavoro hanno diritto a ricevere risposte.
Io non mi fermerò finché non saranno stati adottati provvedimenti all’altezza della gravità assoluta della situazione odierna.

 

DE LUCA HA MINACCIATO IL PREMIER CONTE

Anche questa volta l’indegno presidente si commenta da solo.
Una paziente malata di tumore bloccata a Capri per un’idroambulanza rotta eppure De Luca si preoccupa unicamente di offendere e minacciare ministri e premier perché lo facciano uscire dal commissariamento in sanità.
Ci sono in gioco vite umane e non ci sono neppure i mezzi a disposizione per poterle soccorrere o trasferirle e De Luca ha ancora il coraggio di chiedere, in queste condizioni, l’uscita dal commissariamento, minacciando addirittura di denunciare il presidente Conte e il ministro Grillo.
Di fronte a questo ennesimo e vergognoso caso ci chiediamo se la Lega, con il sottosegretario Garavaglia, abbia ancora il coraggio di giudicare la Campania nelle condizioni di uscire dal commissariamento.

ALLARME PRONTO SOCCORSO. CARDARELLI AL COLLASSO E MEDICI IN RIVOLTA

Il pronto soccorso del Cardarelli è in uno stato totale di caos. Medici in rivolta, inefficienze interne, superamento del limite di barelle e ricoveri rifiutati, una condizione vergognosa frutto dell’incapacità gestionale di Vincenzo De Luca. Lo denunciamo da anni, presentando proposte rimaste inattuate.
Dove sono ad esempio i corsi regionali per l’emergenza previsti da una nostra mozione e annunciati in pompa magna dal presidente della Commissione Sanità?
Perchè a decidere chi deve ricoverarsi e chi no è un bed manager e non i medici?
Perchè non si riducono i ricoveri programmati per decongestionare il pronto soccorso?
Invece di fare l’ennesima passerella nei prossimi giorni al Cto, questo pessimo presidente destinasse immediatamente risorse aggiuntive al pronto soccorso del Cardarelli e adottasse fin da subito le azioni indicate dal documento elaborato dall’ultimo tavolo di lavoro presso il Ministero per la Salute.

SOSTENIAMO IL FUTURO DELLA NOSTRA REGIONE

Dal primo giorno in Consiglio regionale ci battiamo per sostenere le famiglie con piccoli e grandi provvedimenti.
In una regione come la nostra in cui manca ogni sostegno alle famiglie, in cui non si fanno più figli, in cui c’è una grave carenza di asili nido, nell’ultima legge di bilancio abbiamo presentato numerosi emendamenti che andassero nella direzione opposta.
In particolare, con un emendamento a mia firma approvato durante la legge di stabilità 2019 abbiamo destinato 450 mila euro in 3 anni per la realizzazione di un fondo “asili nido aziendali” destinato alla realizzazione di ludoteche o nidi a favore dei figli dei lavoratori.
Oggi, con la delibera di attuazione emanata dalla Regione Campania, questa misura vede finalmente la luce e noi siamo particolarmente orgogliosi.