A DIFESA DELL’AEROSPAZIO CAMPANO

A DIFESA DELL’AEROSPAZIO CAMPANO

A DIFESA DELL’AEROSPAZIO CAMPANO

Nelle scorse settimane abbiamo ritenuto opportuno scrivere al management di Leonardo spa per rappresentare la nostra preoccupazione relativa al rischio di cessione a fornitori esterni delle attività di progettazione.
Preoccupazione a cui si aggiunge quella della paventata possibilità di trasformare la Joint venture Atr in una Spa, con un depotenziamento inevitabile dell’attività produttiva della Divisione Aerostrutture e possibili ricadute sui livelli occupazionali dei siti campani.
Nella sua risposta, l’azienda ha mostrato di apprezzare il lavoro del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, che in questi anni ha portato avanti una battaglia, corroborata da tre mozioni approvate dall’aula e tese a impegnare la giunta a porre in essere ogni possibile azione per il rilancio dei siti di alta specializzazione della Campania, con particolare riferimento a quelli di Pomigliano e Nola la cui valenza strategica è stata sottolineata dalla stessa Leonardo.
Non ci confortano, nel contempo, il mancato riscontro di un piano industriale che vada nella direzione dello svecchiamento di attrezzature, metodi di produzione fermi agli anni Ottanta e la mancata dotazione di strutture di supporto che operino per il miglioramento della qualità del prodotto e una sua migliore commercializzazione.

Oltre 64 minuti per liberare un’ambulanza

In questa settimana in Commissione Trasparenza ci siamo occupati del 118 dell’Asl Na 2 nord e dell’Asl Na 1 Centro. Continueremo con le audizioni la prossima settimana e a conclusione elaboreremo delle proposte per provare a risolvere almeno qualche criticità di un servizio tanto indispensabile per la vita delle persone.
Oggi abbiamo appreso delle problematiche tanto terribili quanto banali, che da cittadina mi indignano.
Nonostante il numero delle ambulanze sia già un bel pò inferiore a quello previsto per legge, nell’Asl Na 1 centro il loro tempo medio di stazionamento presso i pronto soccorso quando vi portano un paziente, è superiore ai 64 minuti.
Avete capito bene. E questo perchè nei pronto soccorso mancano le barelle e quindi si lascia a lungo il paziente sulla barella dell’ambulanza, che così non può ripartire per effettuare un nuovo soccorso.
A fine marzo un giorno al pronto soccorso del Cardarelli in fila c’era più della metà di tutte le ambulanze del 118!!

Sapete quanto costa una barella del pronto soccorso? 300 EURO!!!!

Devo aggiungere altro?

NO ALLO SMANTELLAMENTO DELL’OSPEDALE RUMMO DI BENEVENTO VOLUTO DA DE LUCA

Questa mattina insieme ai parlamentari sanniti del M5S abbiamo effettuato un’ispezione all’ospedale Rummo di Benevento per accendere i riflettori sulle criticità di un presidio fondamentale per la sua tradizione, per il bacino di utenti che serve e per le eccellenze che vi lavorano, ma sul quale è in atto una illogica e scellerata opera di smantellamento predisposta con il piano sanitario del governatore De Luca.

Il pronto soccorso che abbiamo visitato è dimensionato su 14 pazienti ma ogni giorno ne accoglie oltre doppio, oggi ben 33.

Questa mattina abbiamo trovato la tac rotta, mentre le refertazioni venivano fatte a mano per un blocco del sistema. Chiederemo di capire perchè questi continui guasti e quando arriveranno i macchinari nuovi. Un pronto soccorso che andrebbe assolutamente potenziato, creando un’Obi mai realizzata, insieme al potenziamento dei reparti che non riescono ad accogliere i pazienti per carenza di personale e posti letto. E invece De Luca ha pensato piuttosto di indebolire questo presidio ospedaliero nell’ambito di uno scellerato progetto di accorpamento col presidio di Sant’Agata dei Goti. Al fine di dar vita a un’unica azienda ospedaliera, si otterrà l’effetto di depotenziare due strutture.

Il presidio di Sant’Agata, nella riconversione a polo oncologico, perderà il pronto soccorso, finendo con l’essere escluso dalla rete delle emergenze. Senza più reparto di gastroenterologia, con la neurochirurgia che sarà spacchettata sui due presidi ospedalieri, il Rummo finirà con l’essere declassato da Dea di II livello. Il risultato sarà un inevitabile peggioramento della qualità dell’assistenza per un bacino di oltre due milioni di residenti.

Non consentiremo che si continuino a fare campagne elettorali sulla pelle dei cittadini, con piani che prevedono sistematici smantellamenti di presidi fondamentali, creando presidi in risposta a richieste di politici del territorio e non alle reali esigenze di assistenza sanitaria. E’ un paradosso immaginare che due ospedali come il Rummo e il presidio di Sant’Agata possano integrare l’offerta sanitaria con una distanza di 55 chilometri l’uno dall’altro e con gli atavici problemi di viabilità dell’area sannita.

Come Movimento 5 Stelle abbiamo già presentato un’interrogazione al Consiglio regionale e siamo pronti a dare battaglia anche a livello parlamentare. Tenuto conto che l’atto aziendale è oggetto di ricorso, chiederemo delle modifiche e un piano alternativo che preveda al P.O. di Sant’Agata strutture e reparti di supporto al Rummo, per esempio nell’ambito della riabilitazione o delle cure palliative, e non reparti che sostituiscano e sopprimano quelle presenti all’ospedale di Benevento.

La proposta del Movimento 5 Stelle punta al potenziamento dei presidi esistenti, a differenza del piano De Luca che ne stabilisce lo svuotamento con conseguenze inimmaginabili sulla pelle e la salute dei cittadini del Sannio e dell’Irpinia.

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POLO MATERNO INFANTILE PER ORA SALVO GRAZIE AL NOSTRO ESPOSTO

Dove non arriva la politica arriva la magistratura. E così dopo aver tentato di far ragionare De Luca sull’assurdità della scelta di smantellare il polo materno infantile dell’ospedale del Mare, costato 4 milioni di euro, già pronto per essere aperto e attrezzato di tutto punto, per far posto alla 13° cardiochirurgia della Campania che non serve perchè abbiamo già 3 cardiochirurgie in più rispetto agli standard, abbiamo prodotto un esposto alla Corte dei conti perché accerti lo spreco di denaro pubblico. E la Corte dei conti ha aperto un’indagine che per ora ha avuto l’effetto di sospendere la distruzione di quei meravigliosi reparti per le madri e i bambini di Napoli e provincia.

Tutto questo mentre l’assistenza per le donne e i bambini di tutta l’Asl Na 1 centro è stata rasa al suolo. Dei 3 reparti di pediatria previsti neppure l’ombra: quello del San Paolo è chiuso, al San Giovanni Bosco e al Loreto Mare non si muove nulla. Resiste un reparto di pediatria nel glorioso ospedale Annunziata, che De Luca vorrebbe chiudere e spostare in 4 stanzette del Loreto Mare senza neppure il bagno in camera.
Noi non lo permetteremo.

Peggio ancora per l’assistenza ostetrica e ginecologica. Ieri durante un sopralluogo al Loreto Mare abbiamo visitato i reparti di ostetricia e ginecologia del Loreto Mare, dove c’è un team di medici e infermieri espertissimi nel trattare le emergenze ostetriche e ginecologiche. I medici ci hanno espresso tutta la loro preoccupazione: dopo che De Luca ha smantellato il Loreto Mare, spostando i reparti di cardiologia, emodinamica, Utic, neurologia e neurochirurgia, non sarà più possibile assistere in sicurezza le donne che arrivino con problematiche complesse che richiedono un’assistenza multispecialistica.

 

Intanto i reparti si svuotano, e i parti in quell’ospedale che non è dotato neppure delle procedure di partoanalgesua, stanno scendendo drasticamente.

Ma per De Luca nelle condizioni che vi ho appena rappresentato, il polo materno infantile dell’ospedale del Mare va smantellato e va rifatto al Loreto Mare, dove si sprecherà quasi un milione di euro per rifare le strutture e dove non ci saranno le altre specialità indispensabili per assistere i casi più complessi.

QUESTA È FOLLIA!!!! Noi non ci fermiamo, andremo avanti in questa battaglia per fermare chi vuole mettere a rischio la vita delle donne e dei bambini pur di favorire le cliniche private.

Chiedo a tutti coloro, medici, associazioni, che vogliono affiancarci in questa battaglia di scrivermi a ciarambino.val@consiglio.regione.campania.it

DE LUCA STA FAVORENDO IL PRIVATO A DISCAPITO DEL PUBBLICO?

De Luca ha smantellato completamente la rete dell’emergenza cardiologica nel centro di Napoli per favorire le cliniche private.
Una scelta che consentirà alle cliniche private di non doversi più attenere ai tetti di spesa.

Eppure all’ospedale Pellegrini, dotato di pronto soccorso recentemente ristrutturato, c’è un angiografo digitale di ultimissima generazione, costato tanti soldi pubblici, che potrebbe essere utilizzato per intervenire anche sulle emergenze cardiologiche.

Con un minimo adeguamento organizzativo si potrebbe dunque inserire quest’ospedale nella rete dell’infarto, in modo da poter intervenire tempestivamente sui cittadini di un’ampia area della città e di salvare vite umane.

Nella mia interrogazione chiedo perchè non inserire il PO Pellegrini come hub nella rete dell’infarto e se le cliniche private che De Luca vuole includere nella rete delle emergenze cardiologiche avranno gli stessi standard organizzativi richiesti al pubblico, per esempio il numero di medici, infermieri e OSS necessari per turno.

Altrimenti si sta facendo un favore alle cliniche private a discapito del pubblico.