2015 Settembre

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Il sacrificio di un uomo che diventa lezione

Ciarambino fiaccolata Anatolji KorolAlla celebrazione e alla fiaccolata in onore di  stasera c’è tutta la comunità di questa terra. E pure tutta la politica. Come M5S abbiamo sentito il dovere di esserci per gridare come cittadini, prima che come politici, la vicinanza ad un padre di famiglia che ha pagato con la vita il suo coraggio e l’amore alla legalità. È nostro dovere rimarcare che l’onestà, il coraggio, l’altruismo sono valori da preservare e supportare. In questi giorni in cui l’immigrazione e le sue tragedie riempiono le pagine dei giornali, quello di Anatolij Korol è il sacrificio di un uomo che diventa una potente lezione di integrazione sociale. Lui era molto più napoletano dei suoi assassini. Era più napoletano perché ha dimostrato di amare questa terra e questa gente. Chi l’ha ucciso, pur essendo nato in questa terra, ne rappresenta il tumore più maligno e distruttivo che c’è: la camorra. Anatolij che non era napoletano, che non era assuefatto al timore e all’omertà che la presenza della camorra ha instillato in tanta parte della nostra gente, è stato l’unico a reagire e a scegliere di rischiare la sua vita per opporsi alla violenza criminale: uno straniero insegna a noi napoletani, a noi campani, a non abituarci a girarci dall’altra parte, a scacciare e a lottare contro il cancro della camorra. Un’ultima riflessione: la morte di Anatolij non è capitata. É il frutto di una società malata e abbandonata a se stessa, in cui la criminalità organizzata continua ad attingere alle fila dei giovani senza futuro e senza dignità. Alla politica che stasera era presente numerosissima in rappresentanza di tutti i livelli istituzionali chiedo che questa non sia una passerella, chiedo un impegno serio e concreto, coraggioso per la nostra terra, per restituirle futuro e liberarla dalla camorra. Chiedo che tutti i politici di questa terra facciano pressione sul governo perché alla Campania venga dato ciò che le spetta: investimenti, futuro, lavoro, servizi. Dignità. È il solo antidoto alla violenza e all’illegalità