2016 aprile

Archive: aprile 2016

Le marchette sulla pelle dei lavoratori

daniele almaviva gepin ciarambinoProvo un’intolleranza fisica verso chi strumentalizza i drammi altrui. È il caso di questo consigliere regionale, che cavalca battaglie senza combatterle. Come per le vertenze ‪Almaviva‬ e Gepin‬, dove centinaia di lavoratori dei ‪‎callcenter‬ rischiano il posto di lavoro. Una battaglia che invece noi del ‪M5S‬ abbiamo combattuto fianco a fianco dei lavoratori.
Ebbene noi avevamo presentato una mozione molto articolata per difendere i lavoratori di Almaviva e Gepin, accettando poi di farla confluire in una risoluzione unitaria della III Commissione, scritta a partire dalla nostra mozione insieme ad esponenti della maggioranza.
Il signore in foto aveva pure lui presentato una mozione di 3 righe.
Ebbene costui non si è degnato nè di presenziare all’audizione in Commissione in cui si affrontavano i problemi dei lavoratori, nè ha partecipato al gruppo ristretto che ha scritto la risoluzione, in cui il M5S ha avuto un ruolo determinante.
Oggi ha avuto il coraggio di provare a ripresentare in aula la sua mozione di 3 righe, oramai del tutto superata, sconfessando il lavoro condiviso della Commissione e il suo stesso partito. E tutto solo e soltanto per farsi una marchetta sulla pelle dei lavoratori. Ma la situazione era troppo imbarazzante e alla fine è stato costretto a ritirare la sua mozione.
Ha chiesto fino allo sfinimento al nostro consigliere Gennaro Saiello di poter sottoscrivere una nostra nuova mozione, approvata oggi all’unanimità, che fa recuperare alla Giunta 1 mln di euro di fondi del Mise presentando progetti, legati all’apertura, tra l’altro, di call center in grado di fornire informazioni ai cittadini-consumatori.
Ci siamo rifiutati, invitandolo a votarla in aula se la condivideva.
Non accettiamo le firme di chi non ha a cuore la vita dei lavoratori e si fa gli spot sulla loro pelle. Vergognoso.

Più che un Consiglio Regionale sembra l’aula di un tribunale

Sono molti i consiglieri regionali finiti nelle maglie della giustizia.

campania indagata pd(Elenco in aggiornamento) Stefano Graziano, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, si aggiunge a Luigi Bosco, indagato per turbativa d’asta. Vincenzo De Luca è finito nel mirino della magistratura per l’affaire Scognamiglio-Manna, il giudice e il marito tentarono di ottenere favori in cambio di un aggiustamento sulla sentenza Severino.
Nell’inchiesta è coinvolto anche Nello Mastursi, ex capo staff e capo organizzativo del Pd dimessosi dal partito e dall’incarico.
Indagati per la vicenda di Piazza Libertà a Salerno, oltre allo stesso De Luca, ci sono gli ex assessori e ora consiglieri regionali nel sistema De Luca: Luca Cascone, Enzo Maraio e Franco Picarone, oltre al capo della segreteria tecnica e attuale assessore al Bilancio del comune di Salerno Pasquale Buonaiuto.
E’ indagato per appalti e tangenti anche l’ex assessore al turismo Pasquale Sommese ora consigliere regionale del Ncd, prossimo a passare tra le fila della maggioranza, dopo l’accordo con il PD per sostenere la Valente alle prossime comunali.
Non dimentichiamo la consigliera Fi Maria Grazia Di Scala per un presunto sistema illecito per gestione dell’attività connesse a fiere, mercati, manifestazioni a Barano d’Ischia.
Un altro caso particolare riguarda un’altra esponente di Fi Monica Paolino ex presidente della commissione anticamorra indagata per camorra insieme con il marito sindaco di Scafati Pasquale Aliberti.
E tra i consulenti indagati di De Luca c’è quello alla sanità Enrico Coscioni e quello all’agricoltura Franco Alfieri. Mentre il consigliere regionale Carlo Iannace, eletto con “De Luca Presidente”, è stato poche settimane fa condannato a sei anni di reclusione con interdizione dai pubblici uffici.
E infine c’è l’ex sindaco di Pagani Alberico Gambino arrestato per un’indagine quando era in Consiglio regionale poi rieletto è stato condannato a 2 anni e dieci mesi solo per violenza privata e rieletto nuovamente in Consiglio.
In appello il pm ha richiesto l’aggravante di aver agito per agevolare un clan.

Graziano lasci la sua poltrona in Consiglio regionale

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I voti della ‪camorra‬ avrebbero portato Stefano Graziano, presidente regionale del ‪‎Pd‬ in ‪Campania‬, fino in Consiglio regionale, dove tuttora siede.
La guardia di finanza sta perquisendo la sua casa di Teverola, la sua residenza romana e anche il suo ufficio di consigliere regionale al Centro direzionale di Napoli. Le fiamme gialle, indagando su un giro di mazzette e corruzione che ha portato anche all’arresto del sindaco di Santa Maria Capua Vetere, Biagio Di Muro, hanno intercettato una conversazione in cui si parlava dell’appoggio elettorale che si doveva a Graziano che – secondo quanto scrivono gli inquirenti – sarebbe diventato “punto di riferimento politico ed amministrativo” del potente clan Zagaria.
In una terra in cui la presenza della camorra è ingombrante e incide nella vita di tutti i cittadini onesti, non si può tentennare neanche un minimo: Graziano lasci la sua poltrona in Consiglio regionale e chiarisca tutto di fronte ai giudici. Non è accettabile che resti un solo minuto in più vista la gravità della accuse nei suoi confronti.

Il futuro della nostra terra merce di scambio pre-elettorale

Un governo normale dovrebbe occuparsi normalmente di tutto il Paese, da sud a nord.
Valorizzare al massimo le potenzialità di ogni territorio, intervenire per sanare le discrepanze e dare risposte alle criticità, investire risorse in maniera omogenea. Vi sembra che finora sia andata così? Andate a guardarvi quali investimenti finora sono stati stanziati per il sud e per la ‪‎Campania‬ nelle ultime leggi di stabilità e negli ultimi provvedimenti del Parlamento.
Oggi, a 40 giorni dalle elezioni, Renzi si ricorda della Campania e fa passare quello che dovrebbe essere l’impegno normale, ordinario per questa terra, come la manna dal cielo. Pensano di comprarci con quello che ci spetta di diritto e che finora ci è stato scippato?
I campani non si lasceranno comprare da un megabonus preelettorale. Senza considerare che nella sezione ‪Ambiente‬ del patto c’è una frase sibillina che potrebbe nascondere la costruzione di nuovi inceneritori e che alla ‪Sicurezza‬ e alla ‪Legalità‬ sono dedicate 3 righe 3, con i morti ammazzati ogni giorno nelle nostre strade.
Noi stiamo studiando con attenzione il provvedimento ed i fondi promessi: non vorremmo che le misure presentate siano la riproposizione di impegni già previsti e oggi rivenduti. La cosa non ci meraviglierebbe.

Un’ultima cosa: siamo stanchi delle palle sulla pelle dei campani. ‪‎DeLuca‬, che annuncia di eliminare le ‪‎barelle‬ dal ‪Cardarelli‬ in 2 mesi, come aveva mesi fa annunciato l’abolizione dei tetti di spesa o l’apertura imminente dell’Ospedale del Mare, ci facesse un favore: imparasse ad annunciare le cose dopo averle fatte. I campani non ne possono più di essere presi in giro.

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La Valente fa campagna elettorale con i soldi dei cittadini

Più che cuore e coraggio direi che ci vuole un bello stomaco a votare una che per farsi la campagna elettorale da candidato sindaco di Napoli del PD (ma si vergogna di mettere il simbolo del suo partito sui manifesti), non solo non si dimette dalla Camera, come coerenza vorrebbe, ma per non perdersi lo stipendio da deputata, come onestà vorrebbe, si mette in missione per conto della Boldrini.
Risultato? La Valente è assente dai lavori del Parlamento, tradendo il suo mandato elettorale, e si paga la sua campagna elettorale coi soldi dei cittadini, continuando a percepire la diaria da deputata pari a 3500€ al mese, come denuncia Bechis sulle pagine di “Libero”.

Io, durante la campagna elettorale da candidato presidente della Regione Campania per il M5S, per poter essere disponibile h24 di questo straordinario quanto impegnativo progetto, mi sono messa per 5 mesi in aspettativa non retribuita.

E lo stesso sta facendo il nostro candidato sindaco per Napoli Matteo Brambilla.
Se il buongiorno si vede dal mattino, per la Valente è già notte fonda. Avesse il cuore e il coraggio di farsi da parte.

ciarambino valente elezioni