2016 luglio

Archive: luglio 2016

Nomine Sanità. La Lorenzin fermi De Luca

Per la prima volta dall’inizio di questa Legislatura, il ‪M5S‬ è d’accordo con il Ministero della Salute: la legge regionale con cui Vincenzo De Luca ha nominato i direttori generali delle aziende ospedaliere e sanitarie campane è illegittima, perché in contrasto con la legge Madia e con i principi di trasparenza e di merito che sono alla base della nuova riforma della pubblica amministrazione.
Dopo il question time presentato in Commissione Affari sociali, i parlamentari campani – di concerto con il gruppo dei consiglieri regionali della Campania – hanno inviato una lettera al ministro Lorenzin per sollecitare un intervento presso il Consiglio dei Ministri ad impugnare la legge regionale entro l’8 agosto.

“Bisogna ripristinare la legalità in Campania e fermare De Luca – si legge nell’ appello del Movimento 5 Stelle – se non fosse così la legge Madia apparirebbe come il solito spot elettorale su una meritocrazia solo a chiacchiere”.
“Il presidente del Consiglio Renzi non può consentire a De Luca di fare ciò che gli pare – continua la nota – senza dover dar conto a nessuno”.
“C’è il precedente della Legge Severino – specificano i parlamentari e i consiglieri regionali campani nell’appello – quando il Pd ha lasciato che De Luca si prendesse gioco di una legge dello Stato”.
“L’Italia è una sola e indivisibile e, come tale, sorretta da leggi uguali per tutti – concludono – E la legge che vige in Italia è quella approvata in Parlamento. Non è di certo la legge deluchiana, diventata ormai costante oggetto di contenzioso davanti alla Corte Costituzionale”.

lorenzin de luca ciarambino

Graziano e la questione (im)morale

graziano questione moraleOggi in aula abbiamo assistito all’imbarazzante show della maggioranza sul caso Graziano, indagato solo per voto di scambio e non più per camorra.
Quello che è veramente paradossale è che la stessa foga usata nell’invocare le scuse da parte del M5S non la si usi per denunciare il rischio di degrado delle istituzioni.

Noi ribadiamo il valore morale della nostra protesta, durante la quale, in occasione del rientro di Graziano in consiglio nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, abbiamo abbandonato l’aula per pochi minuti.
E questa tensione morale ci accompagnerà fino all’ultimo giorno di legislatura.
A noi l’onore di continuare a difendere le istituzioni, denunciandone ogni forma di degrado, agli altri quello di celebrare il passaggio di un consigliere fino a ieri indagato per camorra tra le file degli indagati semplici del consiglio come fosse il giorno della liberazione.

Ci sono parole che ci ispireranno sempre e che appartengono a tutti i cittadini onesti, non certo a chi fa di Verdini il riferimento etico del proprio agire politico e che continuerà a tenere bassa l’asticella della morale:

La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del paese e la tenuta del regime democratico
Enrico Berlinguer

Consiglio monotematico sulla Sanità

Abbiamo presentato un documento approfondito che contiene analisi delle criticità e richieste precise sulla sanità, entrando nel merito del piano ospedaliero e presentato le richieste di salute dei territori della Campania, dando voce a tanti cittadini che si sono riuniti in comitati per difendere il diritto all’assistenza sanitaria e lottare contro la chiusura degli ospedali.

Tra le nostre numerose richieste contenute nel documento:

– la battaglia che la Regione deve assolutamente intraprendere per ridefinire i criteri di riparto del fondo sanitario regionale che penalizzano la Campania, nonostante i tassi altissimi di ricovero che riguardano proprio i bambini

– nominare immediatamente un assessore alla sanità. Non è possibile non avere un interlocutore in Regione e non è possibile che a un question time sulle nomine in sanità venga a rispondere l’assessore al turismo. Se gli eletti vengono trattati così figuriamoci i cittadini!

– basarsi sulla sentenza del Tar Molise che dichiara illegittima la chiusura degli ospedali da parte del commissario, che non ne avrebbe la competenza, per proporre ricorso come Consiglio regionale contro le chiusure degli ospedali da parte di Polimeni

consiglio sanita ciarambino

Emendamento “Burocrazia zero” sulla disabilità, bocciato

De Luca ha la grave responsabilità politica di aver bocciato il nostro emendamento ‘burocrazia zero’ sulla disabilità che introduceva una vera semplificazione burocratica e amministrativa per i disabili e che non comportava oneri a carico del bilancio della Regione.

Visite fiscali e di riconoscimento, certificazioni e accompagnamento, terapie, fino ad arrivare ai tagliandi per il parcheggio, al ruolo degli insegnanti di sostegno e alla digitalizzazione delle procedure e dell’accesso ai documenti. Una zona a burocrazia zero per la disabilità, al fine di ridurre al minimo gli adempimenti formali attraverso la creazione di portali telematici in grado di soddisfare più esigenze contemporaneamente e rendere accessibili in un solo contenitore tutti i procedimenti amministrativi sul tema.

Le persone con disabilità proponenti questo emendamento ci avevano rappresentato la palude burocratica nella quale si trovano invischiati tra duplicazioni di procedure, di certificati da trasmettere ad enti diversi per ottenere quello che gli spetterebbe di diritto.

La nostra proposta nasceva dall’ascolto dei disabili e delle loro famiglie, ma la risposta del presidente della Giunta è stata indegna dell’istituzione che rappresenta: ci ha accusati di fare pura propaganda sui disabili, strumentalizzando l’interesse dei cittadini per sferrare un volgare attacco.

Guardate il video per capire da chi siamo governati

Fuori la mafia dallo Stato, anche in Campania.

Oggi, nel giorno dell’anniversario della morte di Paolo Borsellino in questo Consiglio assistiamo al ritorno quasi fosse un novello figliol prodigo di un consigliere coinvolto in un’indagine di camorra.
E ciò che è ancora più grave è il silenzio colluso in cui tutto questo avviene, come se nulla fosse, anzi tra baci e abbracci di bentornato.
Sono trascorsi quasi 3 mesi da quel 26 aprile in cui la gravissima notizia del coinvolgimento di Graziano in un’indagine di camorra rimbalzò su tutti i quotidiani nazionali.
Fummo i soli in quella circostanza a chiederne le dimissioni, sue e di tutti gli indagati per camorra che siedono in quest’assise, e le chiediamo oggi come allora, in sintonia col pensiero di Paolo Borsellino, che oggi vogliamo commemorare attualizzando le sue parole: i politici sui quali gravi anche solo il sospetto di camorra devono stare fuori dalle istituzioni, senza
se e senza ma.
Graziano per 3 mesi è scomparso dal Consiglio e dalle commissioni, continuando a percepire lo stipendio a spese dei cittadini, assente dall’ufficio di presidenza della commissione di cui è segretario continuando a percepire indebitamente pure l’indennità di funzione, e oggi dicevo, da novello figliol prodigo riappare, certo di un perdono implicito, scontato da parte di chi con l’alibi del garantismo si lava la coscienza sporca.
Scene già viste in parlamento dove destra e sinistra si scambiano il favore del negare l’autorizzazione all’arresto o all’uso delle intercettazioni. Forse Graziano pensa che il tempo di raffreddamento che si è concesso basti a diluire la gravità dell’indagine che lo riguarda e che stride con la sua permanenza in questa istituzione? Uno con la coscienza pulita, specchiata non avrebbe atteso 3 mesi, avrebbe continuato il suo lavoro consiliare. O forse Graziano ha preferito attendere per verificare la gravità delle prove nelle mani della magistratura e oggi rientra tirando un sospiro di sollievo? Come può un politico indagato per camorra essere considerato affidabile e libero nella gestione della cosa pubblica, nel fare leggi o gestire i soldi pubblici?

Noi non ci stiamo a far finta di niente ed annunciamo l’abbandono dell’aula per pochi minuti quale gesto simbolico di protesta morale e per onorare chi per mano della camorra ha perso la vita.
La nostra commemorazione la facciamo fuori e non in quest’aula, intitolata a Giancarlo Siani, che avete trasformato nel tempio dell’ipocrisia, quest’aula in cui la parola camorra dovrebbe risuonare solo nelle discussioni sulle misure di contrasto alla camorra, di lotta alla camorra e invece qui dentro ci sono 2 indagati per camorra. Pochi minuti che non basteranno a placare l’indignazione per questo ennesimo affronto all’istituzione, ma che serviranno a dire con forza da che parte sta il M5S.
E quella parte non è certo la parte della camorra.

fuori la mafia m5s

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