2016 Ottobre

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Mentre il M5S si taglia gli stipendi, alla casta in Campania 10 milioni di euro di vitalizi

valeria-ciarambino-stipendioIn un solo anno da portavoce M5S Campania ho restituito 47.534,43 euro (da luglio 2015 a luglio 2016).
E come me tutti i portavoce del M5S, in Campania, in Parlamento e in tutte le regioni d’Italia si tagliano gli stipendi esorbitanti della politica per restituirli ai cittadini.
E’ la prima volta che accade nella storia del nostro Paese.

Mentre noi ci tagliamo gli stipendi, in Campania si pagano circa 190 vitalizi all’anno per un totale di oltre 10 milioni di euro: ex consiglieri che dopo aver trascorso in Consiglio magari anche un solo mandato di 5 anni a partire al compimento dei 60 anni percepiscono lauti vitalizi e spesso anche doppi vitalizi.

Per questo abbiamo presentato una proposta di legge per dire STOP VITALIZI, il minimo sindacale in tema di equità, chiedendo alla Campania di adeguarsi a quello che hanno già fatto tutte le grandi regioni d’Italia:
– innalzamento dell’età a 66 anni come per tutti i dipendenti pubblici che prendono la pensione
– riduzione dell’importo dei vitalizi, secondo percentuali crescenti al crescere dell’importo
– divieto di cumulo di vitalizi: un solo vitalizio tra quello da ex consigliere regionale, ex parlamentare o ex eurodeputato è più che sufficiente.
Il risparmio sarebbe di 3,5 milioni all’anno da usare per politiche sociali ed emergenze ambientali.

De Luca la faccia calendarizzare e approviamola subito!!

De Luca nomina il direttore generale del Pascale contro la legge

valeria-ciarambino-1-nominaChiediamo conto al presidente della Regione De Luca della nomina di Attilio Bianchi come nuovo direttore generale dell’Istituto Nazionale Tumori Pascale. Ci risulta che nel marzo di quest’anno Bianchi sia stato condannato dalla Corte dei Conti per danno erariale al pagamento di 59mila euro per aver assegnato alcuni incarichi ‘fuori legge’ all’Ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. Era stato proprio un emendamento del Movimento 5 Stelle a introdurre nella legge sulle nomine in sanità lo stop a nomine di direttori generali condannati con sentenza anche non definitiva, da parte della Corte dei Conti, al risarcimento del danno erariale per condotte dolose. Una garanzia perchè chi ha abusato dei soldi pubblici non sia chiamato a gestire la sanità.

Ora De Luca, violando apertamente la legge regionale nomina un direttore generale incompatibile per legge perché gravato da una condanna erariale.
Un fatto gravissimo di cui chiediamo conto al presidente De Luca sua è stata la responsabilità della nomina, sua dev’essere ora l’immediata rimozione di Bianchi dalla direzione dell’istituto ‘Pascale’.

Cos’altro deve accadere per dare ragione alla battaglia del M5S sulla scandalosa legge di De Luca sulle nomine in sanità?

Avevamo provato a impedire fatti del genere bloccando quella legge ad personam sulle nomine in sanità voluta da De Luca che nei fatti contraddice le innovazioni contenute nella legge Madia e riporta la Campania all’anno zero, dove un presidente di Regione decide in modo insindacabile chi mettere nei posti chiave.

Ora i cittadini campani comprendono la nostra battaglia: questa pessima legge sulle nomine in sanità va contro l’orientamento normativo nazionale e non introduce un minimo filtro allo strapotere della politica nella scelta di chi dovrà gestire la salute dei cittadini.

La nomina di Bianchi è un passo falso che aggrava ancora di più la paralisi inaccettabile che da mesi blocca la programmazione dell’istituto Pascale, un istituto che resta un’eccellenza ma che mostra delle criticità da risolvere con urgenza come la riduzione dei tempi di attesa per i ricoveri, la salvaguardia della chirurgia di eccellenza, il potenziamento della struttura con l’assunzione di personale.

82 milioni per la Cultura assegnati senza criteri chiari

milioni-cultura-ciarambinoOggi la Commissione Trasparenza del Consiglio regionale della Campania si è riunita per discutere del Piano Operativo Complementare (POC) per i beni e le attività culturali che vale ben 82 milioni di euro.

Con quali criteri sono stati individuati i soggetti beneficiari degli 82 mln di finanziamenti?
Con quale meccanismo è stato stabilito l’importo dei singoli interventi?

Le risposte ricevute non ci hanno soddisfatto: si è parlato genericamente di valenza strategica degli attrattori culturali senza fornire criteri oggettivi. Questa sarebbe la trasparenza della Giunta De Luca? 82 milioni di euro di soldi pubblici distribuiti senza criteri chiari e senza indicatori misurabili!

Riguardo alla ripartizione dei fondi la risposta è stata che si è tenuto conto della spesa storica, ma per alcune iniziative come i 2 mln di euro per la lirica alla Reggia di Caserta non esiste una spesa storica a cui poter fare riferimento, quindi anche su questo c’è stata vaghezza e manca una risposta esauriente.

Come Commissione Trasparenza vigileremo e saremo di impulso alla trasparenza nelle attività della Giunta.

Come presidente intendo proporre alla Commissione di confrontare la programmazione della Campania con quella di altre regioni per poter individuare e suggerire alla Giunta modelli che garantiscano più trasparenza ed evidenza ai percorsi seguiti per individuare destinatari ed importi dei finanziamenti.

Siamo solo all’inizio di un lungo lavoro.

Sillogismo costituzionale

1. Il M5S difende la Costituzione e la democrazia in questo Paese e chiede di votare NO al referendum costituzionale del 4 dicembre

iodicono2. Il Bomba e il suo governo, quello che ha fatto il decreto ‘salvabanche’, quello dei politici che passano per decenni da una poltrona all’altra e da un partito all’altro pur di non lasciare la poltrona, quello delle trivellazioni, del Jobs Act e dei bonus, quello della distruzione della sanità pubblica, chiedono di votare SI

3. Il M5S ha rinunciato a 42 mln di euro di rimborsi elettorali, restituito alla collettività 18 mln di euro dal taglio degli stipendi degli eletti, fatto proposte di legge per dimezzare gli stipendi dei politici e per dimezzare il numero dei parlamentari

4. Il Bomba dice che votando SI alla riforma costituzionale si ridurranno i costi della politica

5. Il Bomba, il suo governo, il suo partito e tutti gli altri partiti non si sono mai tagliati un solo euro di stipendio, hanno bocciato tutte le proposte del M5S di ridurre il numero dei parlamentari, abolire i vitalizi, dimezzare gli stipendi dei politici

6. Se il M5S che coi fatti ha portato avanti la battaglia per ridurre i costi della politica, è per il NO al referendum costituzionale, denunciando che si tratterebbe di una svolta autoritaria che toglie potere al popolo, e il Bomba, che fa parte della casta e ne sostiene i privilegi, che ha bocciato ogni tentativo di ridurre i costi della politica senza la necessità di ridurre pericolosamente la sovranità popolare, sostiene il SI al referendum motivandolo con la riduzione dei costi della politica, voi a chi credete?

#iodicono

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