2017 Febbraio

Archive: Febbraio 2017

Basta privilegi per i politici

La battaglia che abbiamo condotto a dicembre scorso in Regione Campania e che ci ha permesso per ora di bloccare la porcata di un nuovo ‘vitalizio contributivo’ per la casta mascherato da pensione, oggi arriva in Parlamento. Abbiamo presentato una delibera all’ufficio di presidenza di Camera e Senato per tagliare questo privilegio odioso.

Viviamo in un Paese dove ci sono ancora migliaia di esodati della legge Fornero, lavoratori che svolgono lavori usuranti che non riescono ad anticipare l’età pensionabile e ben 1 milione e mezzo di pensionati che percepiscono meno di 500 euro al mese vedendosi, in molti casi, costretti a rinunciare persino alle cure mediche.
Una situazione drammatica, molto lontana dalla situazione che, invece, vivono gli “onorevoli”.
Il loro trattamento pensionistico è un privilegio che il MoVimento 5 Stelle vuole abolire e dare loro lo stesso trattamento dei comuni mortali, una Pensione come tutti.
Invece adesso:

Un parlamentare che lavora 4 anni e 6 mesi, a 65 anni prende 900 euro di pensione.
Un comune cittadino ma manco per sogno.
Un parlamentare che lavora 10 anni va in pensione a 60 anni con oltre 1.200 euro di pensione.
Una persona normale ma quando mai.
Un parlamentare va in pensione a 65 anni, punto.
Se un comune mortale vuole andare in pensione invece deve aver maturato un minimo di contributi.

Eliminiamo questa ingiusta disparità di trattamento!

Per far approvare questa delibera e porre fine a questo privilegio è necessario che Laura Boldrini e Piero Grasso calendarizzino immediatamente la nostra proposta e la facciano votare nei rispettivi uffici di presidenza alla Camera e al Senato. Sono sufficienti un paio di giorni per fare tutto.
Vi staremo col fiato sul collo.
Le proposte di legge presentate dai parlamentari piddini servono solo per allungare il brodo, già allungato con le primarie per la pensione del Pd fissate il 30 aprile per non farci votare e intascarsi il privilegio.
Chi vuole applicare ai politici la stessa legge che vale per tutti gli italiani voti la nostra proposta!

Le balle della Puppato e di Crocetta

Oggi all’Arena di Giletti ho smascherato le balle della Puppato e di Crocetta e ho parlato dei fatti del Movimento 5 Stelle.

Puppato e Crocetta si sono arrampicati sugli specchi!

La prima faceva la santarellina sui vitalizi ma le ho ricordato che il suo Partito Democratico, al governo da anni, ha avuto l’opportunità di abolirli retroattivamente e anche di mettere mano alle pensioni da fame dei cittadini, ma non lo ha fatto.

Poi ho informato Crocetta di essere rimasto indietro, perché per giustificarsi rispetto ai miei attacchi sul suo fallimento politico come Presidente della Regione Sicilia, è partito con la litania delle polizze di Roma, ma l’ho informato che quella era una bufala.

Ho cercato di spiegare anche che la Campania ha la maglia nera per i privilegi alla casta, ma il tempo concessomi è stato poco e forse non sarebbe bastata un’intera puntata.

Nessun trattamento di favore per i politici

Con tutti i problemi gravissimi della Campania, con la povertà in aumento, la priorità dei consiglieri di maggioranza e del centro destra, che già guadagnano stipendi da capogiro, è assicurarsi la pensione.
A dicembre grazie alla battaglia del Movimento 5 Stelle prima in Commissione Bilancio e poi in Consiglio regionale abbiamo evitato che passasse il famigerato articolo 5 della Legge di Stabilità che introduceva un nuovo privilegio alla casta.
Quell’articolo è stato stralciato e rimandato in Commissione, dunque la battaglia non è finita.
Il nostro principio è di nessun trattamento di favore per i politici ma lo stesso trattamento dei normali cittadini, che devono lavorare almeno 20 anni per percepire una pensione spesso da fame a 66 anni e 7 mesi.
Se la proposta della maggioranza introdurrà lo stesso sistema della Camera dei Deputati, ossia che per consiglieri e assessori non eletti da nessuno bastano 4 anni 6 mesi e 1 giorno di contributi versati dai diretti interessati e dal Consiglio regionale per far scattare la pensione a 65 anni nel caso di un unico mandato e addirittura a 60 anni in caso di secondo mandato, noi ci batteremo perché il trattamento dei consiglieri sia equiparato a quello dei dipendenti pubblici e non a quello della casta.
La Campania spende oltre 10 milioni all’anno per 250 vitalizi ed è tra le pochissime regioni a non aver minimamente ridotto questo privilegio assurdo.
Invece di discutere di legge sulle pensioni, si calendarizzi e si approvi immediatamente la proposta di legge del M5S sul taglio dei vitalizi e sul divieto a percepire doppi o tripli vitalizi, che giace in un cassetto da mesi e che ci farebbe risparmiare almeno 3 milioni e mezzo all’anno.

Nuovi impianti per i rifuti: analizziamo le criticità

Insieme ai consiglieri comunali e attivisti stiamo analizzando le criticità dei nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti organici in Campania.

De Luca costruirà 13 nuovi impianti in alcuni dei Comuni che hanno dato la propria disponibilità: impianti di grandissime dimensioni che tratteranno decine di migliaia di tonnellate di rifiuti.

Non abbiamo ancora ricevuto tutta la documentazione richiesta, ma già quel poco che sappiamo ci basta per denunciare le gravi criticità di questo piano.
Un esempio?
Sono previsti impianti a Pomigliano, Marigliano, Afragola, Cancello Arnone, Maddaloni.
Nel raggio di 10 km intorno all’inceneritore di Acerra, in pieno triangolo della morte, in un territorio già martoriato e fortemente urbanizzato e popoloso, sono previsti 5 impianti con un via vai di centinaia di camion che produrranno un inquinamento assurdo, senza considerare i danni prodotti dagli stessi impianti.
Noi ci opporremo in ogni modo e informeremo i cittadini di quello che De Luca e i sindaci vogliono fare ai nostri territori.

Sprecopoli De Luca in Sanità: 30 milioni a consulenti

Proprio nei giorni in cui la Corte dei Conti bacchetta la Regione Campania per le eccessive consulenze in sanità e raccomanda di utilizzare le professionalità interne, la So.Re.Sa., centrale unica di acquisto per la sanità, bandisce una gara da 30 milioni di euro per consulenze esterne che dovranno garantire servizi di raccolta dati alle strutture sanitarie della Campania.

Ma questo lavoro non lo svolgeva l’ARSAN, chiusa dal presidente De Luca e bollata come struttura clientelare?
Lo stesso De Luca rassicurò tutti dicendo che il lavoro che svolgeva l’agenzia sarebbe stato portato avanti dagli uffici regionali con un risparmio di 8 milioni di euro.
Numeri sparati a caso, visto che il personale ex ARSAN che incideva per la gran parte sul bilancio dell’agenzia è stato riassorbito in altri uffici regionali ed evidentemente è inutilizzato, mentre si procede a reclutare consulenti esterni per oltre trenta milioni di euro.

La sprecopoli di De Luca non ha limiti, mentre la sanità campana affonda e non si garantiscono neanche i servizi essenziali.

Chi oggi governa la So.Re.Sa., che gestisce gli acquisti per tutta la sanità campana e dunque una quantità enorme di denaro pubblico, è nominato dalla politica. Per esempio il presidente Giovanni Porcelli, ex sindaco di Mugnano nominato da De Luca, dal cui curriculum non si evincerebbero i requisiti di professionalità previsti dallo statuto per occupare quella poltrona, e per questo chiederemo un parere all’Anac.
Inoltre tra i membri del consiglio d’amministrazione siede Giulia Abate, ex consigliere regionale del Pd, che quindi in base alla legge non potrebbe ricoprire quell’incarico. Per Abate abbiamo inoltrato più di una segnalazione all’Anac e siamo ancora in attesa di risposte.

Riapriamo il Pronto Soccorso di Pollena

Oggi pomeriggio alle ore 17 sarò a Pollena Trocchia nella sala consiliare per partecipare a un dibattito sulle condizioni dell’assistenza sanitaria nella zona vesuviana, in cui si parlerà anche dell’ospedale di Pollena.

Lo scorso 31 Gennaio come M5S abbiamo presentato in Consiglio regionale una mozione proprio sulla riapertura del pronto soccorso dell’ospedale di Pollena, chiuso nel 2011.
La maggioranza non ci ha consentito neppure di votarla, facendo mancare il numero legale.
La politica che ha causato lo sfascio della Sanità campana con centinaia di milioni di debiti, per sanarli ha tagliato, tagliato, tagliato, facendone pagare il prezzo ai cittadini.
E mentre a Nola non bastano neppure più le barelle, a Pollena l’ospedale è stato svuotato e privato del pronto soccorso.
L’ospedale di Nola non può da solo garantire un’assistenza dignitosa a 600 mila persone, quanto é il bacino che fa capo a quel presidio.

Serve riaprire immediatamente il pronto soccorso di Pollena.

Oggi all’incontro sarà presente anche il Pd, il partito del presidente dei tagli di nastro fasulli.
Vediamo oggi cosa diranno.

 

La Sanità: un poltronificio per gli amici di De Luca

In Sanità non si comprano neppure le barelle per i pronto soccorso né si sostituiscono ecografi, mammografi e tac vecchi di un decennio, si chiudono ospedali e reparti essenziali, ma si sprecano fiumi di denaro pubblico per creare reparti fotocopia per piazzare gli amici di De Luca.
È il caso dell’ospedale Ruggi di Salerno dove nel nuovo piano ospedaliero il reparto di cardiochirurgia è stato raddoppiato, caso forse unico in Italia.
Il dubbio su questa scelta illogica e scandalosa ci era venuto, visto che il consigliere alla sanità del presidente, Enrico Coscioni, è guarda caso un chirurgo oltre che salernitano.
La conferma è arrivata oggi con la delibera che lo nomina “primario facente funzione”, poco importa che sia pure coinvolto in una delicata indagine proprio sulla sanità.
Ora non ci sono più dubbi: la sanità per De Luca è un poltronificio per i suoi amici

Il Re delle sceneggiate colpisce ancora

Avrete visto tutti l’ennesimo taglio di nastro in pompa magna di De Luca a favore di telecamera dei giorni scorsi relativo al reparto di rianimazione dell’ospedale di Nola, pronto da anni e mai partito.
Ci aveva già lasciato perplessi che il presidente se ne ricordasse solo dopo un anno e mezzo di governo.
Ma il peggio doveva ancora arrivare.
Quel taglio di nastro è stata l’ennesima inaugurazione bluff di questo governatore sulla pelle dei cittadini.

Il nuovo reparto di rianimazione dell’ospedale di Nola non è ancora operativo.
Non è una barzelletta.

Tanto che un paziente, giunto ieri in arresto cardiaco, è stato trasferito in un altro ospedale, perché nella vecchia rianimazione i 6 posti letto disponibili erano occupati e la nuova rianimazione scandalosamente è ancora un reparto fantasma.
Noi continuiamo a sostenere che per rispondere alla domanda di assistenza sanitaria occorra riaprire il pronto soccorso del presidio ospedaliero di Pollena Trocchia.