2018 Apr

Archive: Apr 2018

DE LUCA STA FAVORENDO IL PRIVATO A DISCAPITO DEL PUBBLICO?

De Luca ha smantellato completamente la rete dell’emergenza cardiologica nel centro di Napoli per favorire le cliniche private.
Una scelta che consentirà alle cliniche private di non doversi più attenere ai tetti di spesa.

Eppure all’ospedale Pellegrini, dotato di pronto soccorso recentemente ristrutturato, c’è un angiografo digitale di ultimissima generazione, costato tanti soldi pubblici, che potrebbe essere utilizzato per intervenire anche sulle emergenze cardiologiche.

Con un minimo adeguamento organizzativo si potrebbe dunque inserire quest’ospedale nella rete dell’infarto, in modo da poter intervenire tempestivamente sui cittadini di un’ampia area della città e di salvare vite umane.

Nella mia interrogazione chiedo perchè non inserire il PO Pellegrini come hub nella rete dell’infarto e se le cliniche private che De Luca vuole includere nella rete delle emergenze cardiologiche avranno gli stessi standard organizzativi richiesti al pubblico, per esempio il numero di medici, infermieri e OSS necessari per turno.

Altrimenti si sta facendo un favore alle cliniche private a discapito del pubblico.

RETE INFARTO: DE LUCA SMANTELLA IL PUBBLICO PER FAVORIRE IL PRIVATO

Tra tutti i disastri innumerevoli di questo pessimo presidente, la sanità è certamente quello più grave. Dopo aver smantellato l’assistenza materno infantile in tutta Napoli e provincia per favorire le cliniche private, adesso De Luca sta facendo la stessa operazione con la rete dell’infarto.

È una follia aver lasciato tutto il centro di Napoli senza un presidio in grado di intervenire in emergenza su persone colpite da infarto, che è una patologia tempo-dipendente: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di salvare vite umane.

L’ultimo atto di questo smantellamento scellerato è stato il trasferimento di tutta l’area cardiologica dal Loreto Mare, che è dotato di pronto soccorso, all’Ospedale del Mare, il cui pronto soccorso mille volte inaugurato, è ancora chiuso.

Oggi dunque una persona che abbia un infarto viene trasportata in un pronto soccorso cittadino come quello del Vecchio Pellegrini o del Loreto Mare, dove però grazie a De Luca non ci sono più le specialità per intervenire sull’infarto. Per cui, dopo essere stato stabilizzato, quel paziente dovrà aspettare un’ambulanza, che vista la carenza cronica di ambulanze potrebbe non arrivare in tempo, che lo trasporti o all’Ospedale del Mare, dove non c’è pronto soccorso, o magari alla clinica Mediterranea, che grazie a De Luca diventa centro di riferimento per la rete dell’infarto.
In tal modo per questa struttura non esisteranno più i tetti di spesa da rispettare.

Nulla contro il privato convenzionato, ma la sanità privata dovrebbe essere integrativa, non sostitutiva del pubblico. E dovrebbe garantire gli stessi standard del pubblico, come per esempio il personale sanitario.

Sarà così? Lo scopriremo e non ci fermeremo. Intanto è messa a rischio la vita di tanti cittadini.

DE LUCA ASSISTE IMMOBILE ALLO SMANTELLAMENTO DELL’AEROSPAZIO

Ecco il mio ennesimo atto per sollecitare questa immobile Giunta regionale a darsi da fare per difendere gli stabilimenti campani dell’aerospazio. Rischiamo di perdere un’eccellenza straordinaria, lo smantellamento è lento e inesorabile, non ci sono nuovi programmi da anni, non ci sono nuovi investimenti da anni.

Ma De Luca e il suo assessore alle Attività produttive assistono immobili al continuo scippo delle nostre realtà produttive.

Abbiamo già perso migliaia di posti di lavoro dell’indotto aerospaziale e mi fa quasi ridere che De Luca lasci smantellare le eccellenze che abbiamo per poi promettere fantomatici nuovi posti di lavoro. Le solite balle mediatiche sulla pelle dei cittadini.

Siamo l’unica voce che da 3 anni sta gridando a difesa dell’aerospazio campano e non ci fermiamo.
De Luca ci dica che ha fatto (zero!) e che vuole fare (zero?).

Intanto non stiamo ad aspettare De Luca e abbiamo già indirizzato due lettere al management di Leonardo per avere chiarezza su alcune ipotesi come l’esternalizzazione della progettazione e la trasformazione in una Spa della joint-venture ATR, che destano preoccupazione per i siti campani.

Abbiamo chiesto che nessuna scelta venga fatta senza averla condivisa col futuro governo.

 

TRASPARENZA: UN NUOVO DIRITTO DI CITTADINANZA

Adesso nel Consiglio regionale della Campania un importante convegno internazionale su Open data, Trasparenza e Partecipazione, dove interverrò portando l’esperienza della Commissione Trasparenza che presiedo.
Sto ascoltando cose interessantissime, il mondo sta andando nella direzione della massima trasparenza e intellegibilità di tutti i dati, perché i cittadini possano sempre di più esercitare il controllo e partecipare.

Ho sentito bellissime dichiarazioni di intenti delle istituzioni regionali presenti sulla volontà di lavorare sempre più nella direzione della trasparenza e dell’accessibilità dei dati.
Ma ad oggi in Campania noi consiglieri regionali non abbiamo neppure accesso ai dati dinamici del bilancio regionale, che dovremmo invece poter controllare; è in vigore una circolare del presidente della Regione che mette il bavaglio agli organismi di controllo del Consiglio regionale, mettendo al bando ogni trasparenza; le riunioni della Commissione Trasparenza vedono la presenza consueta di soli 2 al massimo 3 consiglieri componenti, sugli oltre 15 membri di tutte le forze politiche.

La cultura della trasparenza è ancora lontanissima in questa regione, ma noi non ci fermiamo.

IN COMMISSIONE TRASPARENZA OPERAZIONE VERITÀ SU SPRECHI E RITARDI DELLE UNIVERSIADI

Con la Commissione Trasparenza da me presieduta oggi abbiamo ascoltato in audizione il Commissario Straordinario per la realizzazione delle Universiadi, il prefetto Luisa Latella.

È emerso chiaramente che l’amministrazione De Luca ha sottovalutato fin da principio la portata di un evento che per organizzazione è secondo solo alle Olimpiadi.

E’ assurdo che, di fronte a una timeline che in ogni altro paese ha previsto una fase organizzativa non inferiore a sei anni, in Campania si sia partiti soltanto nel 2016.

La metà del tempo che servirebbe per lavorare senza dover inevitabilmente ricorrere a procedure straordinarie. Si andrà incontro al rischio di un ridimensionamento sia dello stesso evento e sia dei tanto auspicati interventi che, se fossero stati programmati in tempi ragionevoli, avrebbero lasciato al nostro territorio un considerevole patrimonio in infrastrutture e impianti.
E invece di realizzare infrastrutture che rimarrebbero ai campani, sprecheremo 22 milioni per il noleggio di navi da crociera per ospitare parte del popolo degli atleti, soluzione accolta con perplessità dallo stesso commissario Latella.

Quando De Luca si è reso conto che avrebbe fallito l’appuntamento, ha invocato l’invio di un commissario a cui addossare le colpe di un possibile fallimento. Nel frattempo, attraverso l’Agenzia Regionale per le Universiadi era stata già impegnata una quota parte dei 150 milioni di euro previsti per l’impiantistica. Ad oggi resta a disposizione del commissario la somma di 127 milioni di euro. E molti altri soldi l’ARU aveva già speso in consulenze, viaggi, missioni e iniziative rese inutili dall’arrivo del commissario.

Oggi in audizione ci ha colpito come il commissario abbia inteso porre una linea di demarcazione nettissima tra la sua gestione e quella precedente, spese incluse, ascrivibile all’ARU, quasi a prenderne le distanze. Come Movimento 5 Stelle auspichiamo che, grazie alla professionalità del commissario Latella, ci sia un cambio di rotta e che le Universiadi, al netto dei ritardi e delle negligenze della Regione, possano tradursi, sia pure in parte, in un’opportunità di crescita per la città di Napoli e per l’intera nostra regione.

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