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OSPEDALI APERTI E LIBERI DALLA CAMORRA

Situazioni come quelle che le indagini stanno rivelando, con la camorra che controllava il San Giovanni Bosco e pare altri ospedali napoletani, nel silenzio di chi li amministrava e di chi avrebbe dovuto controllare, richiedono risposte forti.
La sanità campana non può più attendere.

Per questo insieme ai consiglieri regionali e ai parlamentari campani abbiamo scritto al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per chiedere misure straordinarie per la nostra sanità

  • rispetto della legge e rimozione di De Luca da commissario incompatibile
  • adozione di un decreto emergenziale per la sanità campana come fatto in Calabria
  • un incontro urgente con una delegazione di parlamentari e consiglieri regionali

Ci tengo a chiarire che nessuno, nè tanto meno il ministro Grillo ha mai parlato di CHIUDERE L’OSPEDALE.
Noi gli ospedali vogliamo aprirli non chiuderli!

Ma certamente liberarli dalla camorra e da chi non è all’altezza di amministrarli.

FATTI GRAVI SFUGGITI ALLE ATTIVITA’ DI VERIFICA E ISPEZIONE

I retroscena dell’ultima inchiesta della Dda di Napoli confermano che in Campania ci sarebbero ospedali sotto il controllo della camorra.
Un fenomeno drammatico al cospetto del quale sentiamo il dovere di chiedere al presidente dei Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, di adottare misure urgenti per riformare dalla base il sistema sanitario regionale, con misure emergenziali come quelle adottate per la Calabria.

Per questa ragione insieme ai consiglieri regionali e parlamentari campani del M5S oggi abbiamo scritto una lettera a Conte per chiedere

  • l’immediata rimozione di De Luca da commissario alla sanità, nel rispetto di ciò che la legge ha stabilito
  • l’adozione di misure straordinarie ed emergenziale per la sanità campana al pari di quanto fatto col Decreto Calabria
  • un incontro urgente con una delegazione di parlamentari e consiglieri regionali campani per potergli rappresentare le immani criticità della nostra sanità.

Ci chiediamo come sia possibile che fatti gravi come quelli descritti dai magistrati siano sfuggiti alle attività di verifica e ispezione dei diversi livelli di management aziendali e regionali dell’attuale governo regionale e del precedente governo Caldoro.

Mentre il governatore della Campania si limitava a denunciare casi di boicottaggio relativi all’invasione di formiche al San Giovanni Bosco nello stesso nosocomio si perpetravano fatti molto più gravi, con la camorra che avrebbe continuato a organizzare summit in ospedale, a gestire appalti, posti di lavoro, forniture e a indirizzare le scelte del management anche sui tempi di apertura dei reparti.
Una situazione che conferma l’incapacità di chi ha il dovere di controllare e non è stato in grado di farlo e che ci impone di chiedere l’immediata rimozione del commissario, l’azzeramento dell’attuale management e l’intervento incisivo del Governo con un nuovo corso che restituisca finalmente dignità alla sanità campana.

 

 

LE MANI DELLA CAMORRA SULLA SANITA’ CAMPANA

Questi sono solo 2 degli articoli che oggi raccontano le mani della CAMORRA sulla sanità campana.
Uno spaccato così allucinante da sembrare inverosimile se non fosse tutto documentato da intercettazioni e confessioni di un pentito.
E tutto questo accadeva senza che chi gestiva gli ospedali, chi doveva controllare, chi doveva garantire legalità e trasparenza si sia accorto di nulla.
Nessuna delle indagini sembra sia partita da una sola denuncia di chi governava e governa la sanità campana o dai manager che gestivano e gestiscono gli ospedali.

Chiameremo tutti costoro a darci risposte.

I cittadini campani hanno diritto a ricevere risposte, i medici, gli infermieri, tutti gli operatori sanitari onesti che con enorme sacrificio svolgono il loro lavoro hanno diritto a ricevere risposte.
Io non mi fermerò finché non saranno stati adottati provvedimenti all’altezza della gravità assoluta della situazione odierna.

 

DE LUCA HA MINACCIATO IL PREMIER CONTE

Anche questa volta l’indegno presidente si commenta da solo.
Una paziente malata di tumore bloccata a Capri per un’idroambulanza rotta eppure De Luca si preoccupa unicamente di offendere e minacciare ministri e premier perché lo facciano uscire dal commissariamento in sanità.
Ci sono in gioco vite umane e non ci sono neppure i mezzi a disposizione per poterle soccorrere o trasferirle e De Luca ha ancora il coraggio di chiedere, in queste condizioni, l’uscita dal commissariamento, minacciando addirittura di denunciare il presidente Conte e il ministro Grillo.
Di fronte a questo ennesimo e vergognoso caso ci chiediamo se la Lega, con il sottosegretario Garavaglia, abbia ancora il coraggio di giudicare la Campania nelle condizioni di uscire dal commissariamento.

ALLARME PRONTO SOCCORSO. CARDARELLI AL COLLASSO E MEDICI IN RIVOLTA

Il pronto soccorso del Cardarelli è in uno stato totale di caos. Medici in rivolta, inefficienze interne, superamento del limite di barelle e ricoveri rifiutati, una condizione vergognosa frutto dell’incapacità gestionale di Vincenzo De Luca. Lo denunciamo da anni, presentando proposte rimaste inattuate.
Dove sono ad esempio i corsi regionali per l’emergenza previsti da una nostra mozione e annunciati in pompa magna dal presidente della Commissione Sanità?
Perchè a decidere chi deve ricoverarsi e chi no è un bed manager e non i medici?
Perchè non si riducono i ricoveri programmati per decongestionare il pronto soccorso?
Invece di fare l’ennesima passerella nei prossimi giorni al Cto, questo pessimo presidente destinasse immediatamente risorse aggiuntive al pronto soccorso del Cardarelli e adottasse fin da subito le azioni indicate dal documento elaborato dall’ultimo tavolo di lavoro presso il Ministero per la Salute.

SOSTENIAMO IL FUTURO DELLA NOSTRA REGIONE

Dal primo giorno in Consiglio regionale ci battiamo per sostenere le famiglie con piccoli e grandi provvedimenti.
In una regione come la nostra in cui manca ogni sostegno alle famiglie, in cui non si fanno più figli, in cui c’è una grave carenza di asili nido, nell’ultima legge di bilancio abbiamo presentato numerosi emendamenti che andassero nella direzione opposta.
In particolare, con un emendamento a mia firma approvato durante la legge di stabilità 2019 abbiamo destinato 450 mila euro in 3 anni per la realizzazione di un fondo “asili nido aziendali” destinato alla realizzazione di ludoteche o nidi a favore dei figli dei lavoratori.
Oggi, con la delibera di attuazione emanata dalla Regione Campania, questa misura vede finalmente la luce e noi siamo particolarmente orgogliosi.

VERGOGNA ASSOLUTA

Quello che vedete è il corteo tenutosi ieri fino a notte fonda a Capaccio-Paestum per celebrare la vittoria a sindaco di Alfieri, re delle fritture di pesce e indagato per voto di scambio politico mafioso.
Un corteo vergognoso di mezzi per il soccorso pubblico gestiti, tra l’altro, dalla società Squecco, di proprietà di Roberto Squecco, imprenditore delle pompe funebri e fresco di condanna definitiva per estorsione col metodo mafioso, la cui moglie è stata appena eletta consigliera comunale nelle liste a sostegno di Alfieri.

Mezzi che dovrebbero essere sempre pronti a intervenire tempestivamente per salvare vite umane, vengono destinati a osannare il feudatario del territorio.

Abbiamo chiesto a tutti i capigruppo in Consiglio regionale di firmare la nostra richiesta di revoca dell’incarico di consigliere all’Agricoltura, ruolo attraverso il quale Alfieri ha voce in capitolo sulla gestione di miliardi di fondi per i Piani di sviluppo rurale, nonostante sia coinvolto da un’indagine così grave.
Da 4 giorni la nostra richiesta ha avuto come risposta dalle altre forze politiche un silenzio assordante.

MILIARDI DI FONDI PUBBLICI GESTITI DA UN INDAGATO PER VOTO DI SCAMBIO

Sono gravissimi i retroscena che emergono sul ruolo e la figura del candidato sindaco di Capaccio Franco Alfieri da un articolo del Fatto Quotidiano, con telefonate intercettate con Pasquale Mirarchi che si autodefinisce “figlioccio” di Alfieri.
Già vicesindaco e candidato primo cittadino alle ultime amministrative ad Albanella, arrestato di recente per possesso di pistola, Mirarchi è stato indagato per legami con un boss cutoliano.

Ci chiediamo come sia possibile che il capostaff del governatore De Luca sia ancora oggi consigliere all’Agricoltura. Cosa che gli consente di avere un ruolo predominante nella gestione dei fondi relativi ai Piani di sviluppo rurale, pari a quasi due miliardi di euro di fondi comunitari, statali e regionali.
Una questione di opportunità politica che in questi giorni sottoporremmo a tutti i capigruppo per la sottoscrizione e l’immediata trasmissione al governatore De Luca, salvo chiederne la discussione urgente alla prossima seduta di Consiglio dove dovranno avere il coraggio di bocciarcela.

PIU’ BALLE CHE ECOBALLE

Era il marzo 2016 e il più indegno presidente della storia di questa Regione con tanto di conferenza stampa da Taverna del re e passerella con Renzi annunciava il miracolo della rimozione delle ECOBALLE.
Sono passati oltre 3 anni da allora, in cui non gli abbiamo dato tregua e di mese in mese abbiamo certificato le percentuali di rimozione da prefisso telefonico.
Oggi arriva il Consiglio d’Europa a certificare il bluff del ballista incallito.
Decine di milioni di euro sottratti alle bonifiche e buttati in un’operazione fallita che ha portato oggi alla rimozione di solo il 5,6% di ecoballe.
Ci vorranno altri 50 anni per completare l’opera.
Le ECOBALLE resteranno il più grande monumento al fallimento di De Luca!

 

IL NOSTRO GRAZIE ALLA CAMPANIA

Come posso non ringraziare i cittadini della mia terra?
Ci hanno rinnovato la loro fiducia in maniera forte e significativa.
Con ben 15 punti percentuali al di sopra della Lega, il Movimento 5 Stelle si conferma in assoluto la prima forza politica in una regione che ha bocciato definitivamente e senza appello De Luca, il suo partito e la sua finta opposizione di centrodestra.
Non c’è dubbio che nella nostra regione il Movimento 5 Stelle è stato premiato per il lavoro realizzato sui territori, per i tanti risultati che stiamo inanellando in Consiglio regionale, per aver dimostrato con i fatti di essere l’unica forza politica che sta lavorando realmente nell’interesse dei cittadini e l’unica vera opposizione alla fallimentare amministrazione regionale.

Il 40% di consensi ottenuti a Napoli, i risultati ancora più alti conseguiti in molti comuni della Campania, confermano che stiamo facendo un buon lavoro e che siamo sulla strada giusta.

Ed è da qui che dobbiamo ripartire anche a livello nazionale.
Dai territori, dai nostri attivisti, dall’ascolto costante dei cittadini.
Dobbiamo proseguire lungo il percorso che abbiamo tracciato, con sempre maggiore impegno, per togliere finalmente la Campania dalle mani di De Luca e restituire alla nostra terra la dignità che merita.