LA CAMPANIA NON HA BISOGNO DI NUOVI INCENERITORI MA DI LEGALITA’

LA CAMPANIA NON HA BISOGNO DI NUOVI INCENERITORI MA DI LEGALITA’

LA CAMPANIA NON HA BISOGNO DI NUOVI INCENERITORI MA DI LEGALITA’

La camorra si insinua laddove c’è un business e laddove ci sono opacità e scarsità di controlli. E i rifiuti da sempre rappresentano un business milionario.
Che si tratti della realizzazione di inceneritori, della gestione degli impianti e dei siti di stoccaggio, dello smaltimento dei rifiuti speciali, del trasporto dei rifiuti.
Chi oggi ipotizza di costruire nuovi inceneritori in Campania come strumento per sottrarre alla camorra la gestione dei rifiuti, dimostra poca conoscenza del fenomeno e degli strumenti realmente efficaci da mettere in campo.
Era il 2016 quando un pentito del clan Mallardo, Giuliano Pirozzi, dichiarò nel processo per presunte estorsioni alle pompe di benzina, che il clan di Giugliano era molto interessato alla costruzione dell’inceneritore che doveva nascere a Napoli Est e faceva pressioni per farlo costruire proprio a Giugliano, rientrante nell’area che controllava da anni.

La camorra si sconfigge con la legalità e con i controlli, azzerando ogni opacità nella gestione degli appalti dei rifiuti, inasprendo le pene e aumentando i controlli.
Mettendo in piedi un ciclo dei rifiuti virtuoso, che parta dalla riduzione e dalla raccolta differenziata spinta, in modo da non creare le emergenze che sono terreno fertile per la criminalità.

Un anno fa Campania aveva raggiunto il 51,6% di raccolta differenziata, prima regione del Sud e in linea con la media Italiana (52%).
Se non fosse stata per la “zavorra” di Napoli, con un carico di differenziata di poco superiore al 30% e fermo ai livelli della consiliatura Iervolino, oggi ci ritroveremmo ai livelli del Veneto.
Se le politiche di questa regione, nel complesso, fossero state tese verso la riduzione del rifiuto, oggi non vedremmo agitare ancora una volta lo spauracchio di nuovi inceneritori.
La Campania non ha bisogno di questo.

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One Comment

  1. Si brucerà tutto senza controllo con buona pace di chi ne pagnerà le conseguenze fra 20 anni.
    La logica è differenziare per recuperare cio che si può riciclare.
    L’auspicio è di ridurre gli imballaggi e tutto l’imballaggio inutile.
    E’ illusorio che adesso i termovalorizzatori sono sicuri e ci regalano energia gratis, chi controlla chi?

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