LA MIA RENDICONTAZIONE E IL FIATO SUL COLLO DEI CITTADINI

LA MIA RENDICONTAZIONE E IL FIATO SUL COLLO DEI CITTADINI

LA MIA RENDICONTAZIONE E IL FIATO SUL COLLO DEI CITTADINI

Tagliarci lo stipendio per noi portavoce del M5S non è un optional nè un gesto di magnanimità verso la collettività. È anzitutto un dovere, in virtù dell’impegno assunto verso i cittadini e verso il M5S al momento della candidatura, ma è ancora di più un elemento identitario della nostra idea di politica come servizio.
Come si può essere vicini, fino ad esserne portavoce nelle istituzioni, a chi oggi guadagna pochi euro all’ora dall’alto del proprio stipendione da politico?
È per questo che ci tagliamo lo stipendio, è un gesto non solo e non tanto di solidarietà, quanto di equità e di credibilità. Ed è per questo che da quando sono entrata in Consiglio regionale sono fiera di poter dire di aver restituito ai cittadini della mia terra più di 117mila euro del mio stipendio e di essermi battuta per tagliare per legge lo stipendio di tutti i consiglieri regionali, sbattendo contro i NO del centrodestra e del centrosinistra.

Ma c’è una rendicontazione altrettanto importante, se non ancora più importante. La rendicontazione di come ciascun portavoce sta onorando il mandato ricevuto dai propri elettori attraverso il suo lavoro. Oggi si parla tanto di coloro che nel M5S non stanno rispettando l’obbligo di restituzione di parte dello stipendio, un fatto deplorevole e gravissimo, su cui mi auguro vengano presto presi provvedimenti.

Ma come valutereste chi magari sta restituendo parte del proprio stipendio senza lavorare e senza impegnarsi all’interno delle istituzioni?
Per me sta tradendo il proprio mandato alla stregua di chi si tiene tutto lo stipendio. È un tradimento più subdolo, i cui effetti si traducono nel calpestare la speranza riposta in noi dagli elettori al momento del voto, nel rendere inefficace l’azione politica, nel lasciare le cose come stanno senza provare a cambiarle. Abbiamo sempre detto che i cittadini avrebbero dovuto fare fiato sul collo agli eletti nelle istituzioni per controllarne l’azione, per obbligarli a non deviare dal percorso. Ora, se questa azione di controllo dei cittadini sugli eletti si limita a chiedere conto dei soldi restituiti, credo che si stia completamente svilendo il senso di ciò che significa essere portavoce del M5S nelle istituzioni e soprattutto che stia venendo meno quel salvifico meccanismo di controllo dei cittadini sulla politica, che obbligherebbe la politica a migliorarsi.

I sistemi per controllare l’operato dei propri portavoce ci sono e sono accessibili a tutti. Ogni istituzione, dal Consiglio regionale al Parlamento europeo passando per i consigli comunali e per il Parlamento italiano, ha un sito internet in cui vengono pubblicati tutti gli atti, le interrogazioni e le proposte di legge prodotte dai politici, in cui vengono pubblicate le presenze, in cui sono riportati i verbali di ogni Commissione e di ogni seduta dell’Assemblea.

E allora il mio invito ai nostri attivisti e ai nostri elettori prima di tutto, ma poi a ogni cittadino, è di verificare il lavoro svolto dai propri eletti.

Solo così si potranno avere gli strumenti per valutare l’azione di un politico, e non le sue promesse e le sue chiacchiere. E capite come in tempo di elezioni questo sia uno strumento potentissimo.

È per questo che con orgoglio e con senso del dovere voglio oggi rendicontare non solo quanti soldi del mio stipendio ho restituito ai cittadini, ma soprattutto quale è il lavoro che ho svolto per loro in questi quasi 5 anni, attraverso tutti gli atti prodotti che potete visionare uno ad uno sul sito del Consiglio regionale → https://bit.ly/37Jr123.

Un cittadino informato è un cittadino pericoloso per il potere!

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