EX ALENIA, UNA VITTORIA CHE CI INORGOGLISCE

EX ALENIA, UNA VITTORIA CHE CI INORGOGLISCE

EX ALENIA, UNA VITTORIA CHE CI INORGOGLISCE

È da quando sono entrata in Consiglio regionale che mi batto per la salvaguardia e il rilancio del comparto aerospaziale in Campania.
A giugno 2017 fu approvata la mozione a mia prima firma in cui chiedevamo alla Giunta regionale di attivarsi col Governo di allora, per riacquisire alla Leonardo-Finmeccanica lo stabilimento di Capodichino, con il campo volo e i 178 dipendenti ex Alenia, un gioiello di altissimo valore logistico e professionale letteralmente svenduto a Lettieri.
Il Pd pose come condizione per approvare la mozione che fosse stralciata la parte relativa alla riacquisizione di stabilimento e campo volo.
Oggi possiamo esultare per lo straordinario risultato di aver salvato tutti i dipendenti ex Alenia Capodichino, riportandoli in Leonardo.

REPARTO CHIUSO PER LA FESTA DEL PRIMARIO: ORA ACCERTARE TUTTE LE ALTRE RESPONSABILITA’

La gravissima vicenda della chiusura per una notte della chirurgia vascolare dell’Ospedale del Mare non può esaurirsi riconoscendo come unico responsabile l’allora primario del reparto. Ci sono responsabilità, ancora più gravi, che non possono non essere addebitate anche e soprattutto a dirigenti e manager del nosocomio e dell’azienda sanitaria.
Responsabilità in capo al direttore sanitario, nonché al direttore dell’Asl Napoli 1.
La sospensione dell’erogazione di una prestazione, ai sensi della Dgr 170/2007, può infatti avvenire solo per gravi e giustificati motivi, tra i quali non è certamente contemplato un party privato, e comunque non senza l’approvazione del direttore sanitario di presidio o di distretto, che deve informare la direzione aziendale.
Quest’ultima è tenuta poi a informare l’assessorato alla Sanità, che a sua volta dovrà inviare le informazioni al ministero della Salute.
Un iter del quale, chiaramente, nel caso di specie non può esserci alcuna traccia.
Non è certamente in discussione la responsabilità del primario ma neppure è ammissibile, non solo giuridicamente, che un dirigente apicale di un ospedale non sia a conoscenza della chiusura di un reparto nel presidio che gestisce.
Ancora più grave, se dovessero trovare conferma le dichiarazioni rese dal primario in sede di giudizio, il fatto che all’Ospedale del Mare esisterebbe una prassi, definita dallo stesso medico uno “scambio di cortesie”, che consisteva nell’appoggiare pazienti da un reparto all’altro.
Una gestione totalmente anarchica, lontana da ogni protocollo e da ogni logica, a danno della qualità dell’assistenza, della quale devono essere chiamati a rispondere il dirigente del presidio e i vertici dell’azienda sanitaria.
Su questo ho presentato un’interrogazione che trasmetterò per conoscenza alla Procura della Repubblica.

CILENTO SLOW FOOD

Oggi ho visitato ad Agropoli il Mercato della Terra del Cilento, un mercato bellissimo e ricco delle eccellenze a km 0 del Cilento.
Ho incontrato persone di ogni età innamorate della loro terra, che continuano con passione lavori antichi, producendo olio, formaggi, marmellate, salumi, cesti, conserve, paste fresche, legumi.
Un giovane proprietario di un’azienda agricola che produce legumi mi ha detto con orgoglio di essere riuscito a recuperare i semi di suo nonno.
Una signora meravigliosa di Felitto che produce pasta fresca mi ha invitato ad andare a trovarla con la promessa di insegnarmi a fare i fusilli.
Un signore da cui ho comprato della cacioricotta ha voluto scegliermi le forme migliori.
Due ragazze mi hanno fatto assaggiare tutte le marmellate della loro azienda agricola, spiegandomi di non usare addensanti o conservanti.
Il mondo della piccola agricoltura, dello slow food, delle eccellenze agro-alimentari è un mondo ricco di valori, di tradizioni, di relazioni.
È il mondo da cui la nostra terra campana potrebbe ricevere tanto, e non solo in termini di opportunità economiche e produttive.
È il passato che si fa futuro, è quello che abbiamo perso e che possiamo ritrovare.

 

IL PRONTO SOCCORSO, ENTRO L’ANNO

“…..se non è giugno è settembre, e comunque entro l’anno” – Vincenzo De Luca

Dopo decine di inaugurazioni, conferenze stampa, e cronoprogrammi annunciati e sistematicamente disattesi, dopo tre anni dalla sua apertura in pompa magna, pare che il prossimo 15 settembre l’Ospedale del Mare avrà il suo pronto soccorso.
Cominceranno con le urgenze meno complesse, come pronto soccorso di base, perché tre anni di attività non sono bastati a completare il reclutamento del personale ad organizzare un training in area di emergenza per il personale neoassunto.
Dunque il trauma center non partirà. Sarebbe bastato assegnare tutti quelli che venivano reclutati, in vista dell’ attivazione del nuovo Dea, a tutor esperti, nei presidi ospedalieri della stessa città sedi di pronto soccorso. Macchè.

800 camici bianchi hanno atteso che tutto fosse finalmente pronto, nella grande e bellissima struttura semideserta.

Pochi, pochissimi ricoverati, in media i posti occupati corrispondono a quelli di un solo reparto del Cardarelli.
E intanto negli altri pronto soccorso degli ospedali di Napoli la situazione per i pazienti e gli operatori ha raggiunto un limite insostenibile.
Il Loreto, il Pellegrini e il San Giovanni Bosco sono sopravvissuti all’estate con straordinari, convenzioni, prestazioni aggiuntive e aggressioni da parte di utenti esasperati. Ma finalmente adesso è tutto pronto.
E il pronto soccorso dell’Ospedale del Mare aprirà con 11 infermieri dirottati dal Loreto Mare, ed altri provenienti dal reparto di Medicina di urgenza, che forse chiuderà.
La sanità svedese è servita!

DE LUCA SBUGIARDATO DA DUE MINISTERI SULLA SANITA’

Che la versione ottimistica di De Luca sull’esito del tavolo congiunto del 18 luglio scorso coi ministeri di Economia e Salute fosse pura millanteria, era palese fin dalla pronuncia urbi et orbi da parte del governatore degli spot.
Una versione sbugiardata già dai riscontri quotidiani sulla qualità di un’assistenza costantemente in calo. Che non ci sia alcun presupposto perché la sanità campana abbia oggi i requisiti per l’uscita dal commissariamento è, purtroppo, l’unica incontrovertibile verità.
Non solo il commissario regionale per la sanità ha dato un’interpretazione sui generis e del tutto sballata sul reale stato di salute della sanità campana, ma ha dimostrato ancora una volta tutta la sua scorrettezza istituzionale, quando ha riferito degli esiti di una riunione senza che vi fosse ancora alcun verbale. Quello stesso verbale che oggi boccia senza possibilità di appello la gestione De Luca, rimarcando tutte le carenze, i disservizi, i ritardi e un’organizzazione tesa a distribuire posizioni di privilegio e non certo a migliorare la qualità dell’assistenza. Fatti che come Movimento 5 Stelle denunciamo da tre anni.
Non ci sorprende che da quel tavolo siano emersi l’inadeguatezza dell’assistenza a disabili e anziani, degli screening oncologici, tempi ancora biblici nelle liste d’attesa, un ingiustificato ritardo sulla verifica degli adempimenti per il 2016 e un sistematico sforamento dei budget per i tetti di spesa con la sanità privata.
A completare il quadro, il depotenziamento e lo smantellamento degli ospedali del centro storico, l’incapacità ad aprire il pronto soccorso dell’Ospedale del Mare e un Cardarelli inflazionato e sovraffollato con il flusso di turisti di queste settimane.
Ha pienamente ragione De Luca quando ha dichiarato che “se Dio vuole, alla fine del 2018 usciremo dal commissariamento”.
Con questa gestione, infatti, solo con un miracolo e un intervento divino si potrà salvare la sanità della Campania.