LE DONNE E I BAMBINI NON SI TOCCANO

LE DONNE E I BAMBINI NON SI TOCCANO

LE DONNE E I BAMBINI NON SI TOCCANO

Mentre in Consiglio regionale una proposta di legge a mia prima firma sulla violenza contro le donne giace nei cassetti da mesi e mesi grazie al Pd, a livello nazionale come M5S stiamo lavorando per aumentare le pene per chi commette violenza sulle donne, stalking, per chi sfregia una donna e pure per chi commette violenza sui bambini.

Ho apprezzato molto le parole del ministro Alfonso Bonafede di voler intervenire anche sull’eliminazione delle attenuanti, dopo le ultime due vergognose sentenze in cui tempeste emotive e aspetto fisico hanno consentito di ottenere riduzioni di pena a chi aveva violentato delle donne.

La strada è quella giusta, avanti!

AVEVAMO DENUNCIATO TUTTO IN AULA MA NON CI HANNO CONSENTITO DI PARLARE!

Il 28 novembre 2018 lanciammo un allarme in aula in cui chiedevamo un’informativa urgente al governatore De Luca in relazione a presunte irregolarità nel controllo e nella gestione dei fondi Fesr 2014-2020.
C’era il rischio di perdere 300 milioni di euro ma non fu possibile affrontare la discussione in aula per il voto contro del Pd e per l’astensione di un centrodestra ipocrita e complice della maggioranza.
Purtroppo il rischio era concreto.
Oggi quei pagamenti sono stati interrotti in quanto la Commissione europea, dopo aver confermato le irregolarità da noi denunciate, ha bloccato quei fondi.
E’ evidente che non possiamo più fidarci di questa gente e in queste ore interpelleremo il nostro ministro per il Sud Barbara Lezzi per capire se e in che modo è possibile, con i dovuti correttivi, sbloccare questi fondi nell’interesse della Campania e dei nostri cittadini.

RINNOVIAMO LE STAZIONI MA ANCHE I MEZZI

Questa mattina nella mia città Pomigliano d’Arco per inaugurare la rinnovata stazione Eav del quartiere Pratola Ponte. Purtroppo gli ascensori della stazione non possono essere attivati perchè si tratta di una stazione non presidiata da personale. Lavorerò per trovare una soluzione col Ministero dei Trasporti, per esempio la videosorveglianza e il controllo da remoto degli ascensori. Lo dobbiamo alle persone con disabilità ma anche agli anziani, per rendere le stazioni sempre più accessibili.

Ps: Il presidente dell’Eav nella foto mi guarda perplesso perché gli sto dicendo che va benissimo inaugurare le stazioni, ma a cosa serve se poi i treni sono vecchi di 20 anni e il servizio di trasporto è del tutto inefficiente?

CENTRO TRAPIANTI PEDIATRICO MONALDI, UNA VITTORIA GRAZIE AL M5S

Se c’è una battaglia che vado fiera di aver combattuto è quella per la riapertura del Centro Trapianti pediatrico del Monaldi. Dopo anni di impegno profuso come presidente della Commissione Trasparenza al fianco dei coraggiosissimi genitori dei bimbi trapiantati, grazie anche al lavoro svolto in stretta collaborazione con il ministro per la Salute Giulia Grillo, abbiamo ottenuto che venga presto riattivato il Centro trapianti pediatrico dell’ospedale Monaldi di Napoli. L’attività trapiantologica pediatrica era stata sospesa nel gennaio del 2017 a seguito di evidenti criticità legate a conflitti relazionali tra alcuni professionisti, alla schizofrenica organizzazione interna e a un’eccessiva frammentazione del processo assistenziale. Una situazione coincisa con un’impennata dei casi di mortalità.

Con il lavoro svolto in questi anni in Commissione Trasparenza abbiamo portato alla luce tutte queste criticità e, in sinergia con il ministero, abbiamo avviato con la direzione dell’ospedale un percorso per il loro superamento.

E non è un caso che, alla luce degli esiti delle nostre audizioni in Commissione, la prima visita ufficiale del ministro Grillo sia stata proprio al Monaldi, a cui è seguita un’ispezione ministeriale a seguito della quale sono state evidenziate tutte le criticità che avevamo segnalato da tempo. Tra i primi effetti positivi di questo lavoro l’inaugurazione, oggi, di un reparto che consentirà ai bambini trapiantati di non dover dividere stanze con pazienti adulti, di avere un’equipe loro dedicata e di essere assistiti e curati in assoluta sicurezza. Il prossimo passo sarà ora la riattivazione della attività trapiantologica pediatrica. Il ministero ha rilasciato, attraverso il Centro nazionale trapianti, l’autorizzazione a riattivare al più presto il Centro trapianti pediatrico del Monaldi. Adesso tocca alla Regione compiere tutti i passaggi successivi per completare la procedura. Anche su questo continueremo a essere una spina sul fianco, per far sì che il Centro Trapianti pediatrico del Monaldi torni ad essere l’eccellenza e il riferimento che ha rappresentato per tanti anni per il Sud e il Paese.

COSI’ SI SOSTIENE IL FUTURO DELLA NOSTRA REGIONE. TRE MILIONI DI EURO A NAPOLI E PROVINCIA PER GLI ASILI NIDO

La prossima settimana il Ministro Barbara Lezzi stanzierà 3 milioni di euro alla città metropolitana di Napoli per il “Piano straordinario Asili Nido”.
Non è una novità che i posti per i bambini nelle strutture pubbliche pre scolari nel Mezzogiorno siano insufficienti rispetto alla domanda.
Nell’ultima legge di stabilità in Regione Campania avevamo già fatto approvare un fondo denominato “Fondo asili nido aziendali”, volto a sostenere la realizzazione di ludoteche o asili nido a favore dei figli dei lavoratori, con una dotazione pari a euro 150.000,00 x 3 anni= 450mila euro.
Ancora una volta il Movimento 5 Stelle si dimostra l’unica forza politica che lavora per il futuro della nostra regione e del nostro paese!

CAMORRA: FATTO GRAVISSIMO A POMIGLIANO!

Un vero sindaco dovrebbe essere sempre in prima linea con i suoi cittadini nella lotta alla criminalità e alla camorra, supportandoli in questa battaglia al di là delle bandiere.
Non è così a Pomigliano, la mia città.
Ascoltate perchè.

AL FIANCO DEI MEDICI, DEGLI INFERMIERI E DEGLI OPERATORI DELL’EMERGENZA

Dentro il disastro della sanità campana c’è un settore che più di altri subisce tutte le criticità irrisolte: è il sistema dell’emergenza, quello che rappresenta la prima linea del soccorso e dell’assistenza sanitaria a tutti i cittadini.
Da tempo questo sistema, nella totale inesistenza della medicina territoriale che faccia da filtro, ha lanciato un grido d’allarme per essere sovraccarico, per essere stato lasciato solo, per non essere in grado da solo di far fronte al bisogno di salute.
Da tempo mi occupo di questo tema, da tempo visito i pronto soccorso che scoppiano di barelle, da tempo accolgo il grido di aiuto di medici e infermieri, da tempo ho denunciato le disastrose condizioni del 118. Ora non c’è più tempo. Ora bisogna trovare soluzioni e dare risposte.
Ne va della vita della nostra gente.
Per questo ho chiesto che la Commissione Sanità si riunisca urgentemente e ascolti gli operatori e proponga soluzioni. Ripeto: urgentemente.

TRE ANNI DI ATTESA PER UN TUMORE. E LA CHIAMANO “SANITÀ SVEDESE”

Nel 2015 un paziente si prenota per un intervento di rimozione di un tumore alla prostata e dopo tre anni un’operatrice lo contatta per chiedergli se è ancora “interessato”.
Un caso gravissimo, accaduto al Cardarelli e denunciato dall’associazione Assotutela, ma che è purtroppo soltanto uno dei tantissimi episodi che definiscono la vergognosa gestione delle liste d’attesa in Campania.
Al danno, si aggiunga anche la beffa subita da questo cittadino che, dopo aver visto calpestare i suoi diritti, di fronte alle sue legittime rimostranze si è sentito staccare la comunicazione dall’operatrice.
Nei prossimi giorni inoltrerò una segnalazione al Cardarelli per chieder conto di questa vicenda assurda e per capire se e quanti altri casi di questo genere si siano verificati.

Casi che non si ripeteranno mai più, neppure in una regione gestita dal peggiore governatore della nostra storia, se la Campania darà attuazione al nuovo Piano per la gestione delle liste d’attesa approvato nei giorni scorsi dal ministro Grillo e che ogni regione dovrà adottare entro 60 giorni. Su questo ho presentato una mozione che andrà in aula al prossimo consiglio.

A causa dei tempi biblici delle liste di attesa, la Campania paga 300 milioni l’anno di emigrazione sanitaria. Queste risorse potranno finanziare azioni di miglioramento della qualità dell’assistenza.

CAMPANIA AMBIENTE: 4 ANNI DI SPRECHI E MANCATA PROGRAMMAZIONE

Questa mattina in Commissione Trasparenza abbiamo avuto conferma dall’assessore Bonavitacola che per 4 anni la partecipata regionale Campania Ambiente e Servizi ha rappresentato null’altro che un buco nero, per il quale sono stati stanziati milioni di euro senza rimuovere le cause del debito accumulato né creare i presupposti per far ripartire la società. Le uniche azioni messe in campo riguardano stanziamenti di milioni di euro che non sono accompagnati da nessun processo di concreta ristrutturazione. Nell’ultima delibera, del 12 febbraio scorso, viene messa nero su bianco una perdita societaria pari a 4 milioni, ma non viene definita alcuna strategia di riduzione degli sprechi, a partire dal costoso noleggio di mezzi pesanti e del personale che sappia farli funzionare, non avendo la dirigenza mai provveduto a formare personale interno perché avesse i requisiti richiesti. Mentre l’unica misura di abbattimento dei costi consisterebbe nell’accompagnare al pensionamento 70 lavoratori. Siamo fortemente preoccupati per il futuro della società partecipata e dei lavoratori, da tempo alle prese con sistematici ritardi nel pagamenti degli stipendi, tenuto conto che le nuove funzioni che si vorrebbero attribuire a Cas, riguardano gli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico, ma non ci si è preoccupati di verificare se ci sono le necessarie competenze.

Se si fosse invece data piena attuazione alla mission aziendale, prevista nell’atto costitutivo della società, senza far ricorso ad alcun ulteriore investimento, i lavoratori avrebbero potuto venire impiegati ad esempio nella manutenzione del patrimonio immobiliare, a partire dalle strutture delle nostre Asl che cadono a pezzi, piuttosto che assistere al funerale annunciato di questa società.

Noi ci auguriamo che non sia così e che si possa finalmente restituire una gestione virtuosa a questa società e dignità ai lavoratori. Continueremo a batterci per questa vicenda e per questo abbiamo aggiornato i lavori della Commissione, così da monitorare ogni azione che questa amministrazione metterà in campo per una società che potrebbe svolgere un ruolo fondamentale per la nostra regione.

DE LUCA CHIEDE L’AUTONOMIA NEI SETTORI IN CUI LUI HA FALLITO

Con una gestione del ciclo dei rifiuti e delle bonifiche che continua a registrare arretramenti e a paventare lo spettro di una nuova emergenza, in una regione incapace di uscire dalla procedura di infrazione europea.
Una sanità commissariata e allo sfascio, dove l’unica strategia messa in campo punta a smantellare il pubblico a esclusivo vantaggio del privato.
Nessun progetto mai neppure avviato di potenziamento della mobilità urbana sostenibile e di interscambio tra diverse forme di mobilità.
Una povertà in costante aumento, al punto che oggi una famiglia campana su quattro vive in condizioni di indigenza.
Un tasso di disoccupazione lievitato fino a portarci agli ultimi posti in Europa. A fronte di questo scenario, siamo curiosi di sapere cosa andrà a raccontare De Luca al ministro Stefani, quando la incontrerà il 7 marzo per avanzare la sua richiesta di riconoscimento dell’autonomia per la Campania.
A balzare agli occhi sono alcuni degli ambiti principali ambiti di autonomia richiesti da questo governatore, tra cui ambiente, tutela della salute, infrastrutture, lavori pubblici.
Settori precipitati ai minimi storici dalle politiche regionali di un’era gestita dalla tempesta perfetta del duo Caldoro-De Luca.
Addirittura, nella sua richiesta, De Luca sottolinea l’impegno a combattere ogni realtà di spreco, incapacità amministrativa e clientela.
Dovrebbe, in tal caso, invertire completamente una tendenza che lui stesso ha inaugurato e che ha fatto della Campania la Regione degli sprechi e delle clientele.
Quanto alla gestione amministrativa, basti citare la relazione della Corte dei Conti del 2017, laddove si sottolineava che la Campania è agli ultimi posti tra le regioni italiane ed europee per efficienza della pubblica amministrazione.
Più che di autonomia, la Campania ha bisogno di un cambio di rotta che potrà avvenire solo quando sarà definitivamente mandato a casa l’attuale governatore.