Il mio intervento al Consiglio regionale del 24 luglio: iniziamo proprio male!

Il mio intervento al Consiglio regionale del 24 luglio: iniziamo proprio male!

Il mio intervento al Consiglio regionale del 24 luglio: iniziamo proprio male!

consiglio regionale m5s

Guarda qui il video dell’intervento

Noi non esprimiamo nessun gradimento e non diamo nessuna fiducia a priori: di questa giunta valuteremo i fatti. Se siamo qui è proprio perché abbiamo decenni di ragioni per non fidarci di voi e come cittadini abbiamo scelto di entrare direttamente nelle istituzioni, perché non siano la contea di nessuno sceriffo, ma tornino ad essere a servizio di tutti i campani. Lavoreremo per questo senza risparmiarci e soprattutto lavoreremo per informare e coinvolgere i cittadini, quelli che voi volete lasciare fuori, il più lontano possibile da questi palazzi per continuare ad agire indisturbati.

Le premesse e i primi passi di questa X legislatura, non sono stati dei migliori: si è iniziato con forzature, sin dalla candidatura di chi oggi dopo sospensioni, congelamenti e scongelamenti presiede la giunta, fino ad arrivare alla procedura d’urgenza ex artt. 54 e 55 dello Statuto per l’approvazione di una variazione di bilancio richiesta come primo atto alla II commissione non ancora insediata, di cui dirò poi. Noi non consentiremo che si proceda senza rispettare il ruolo di commissioni e consiglio, ossia la rappresentanza dei cittadini campani, con la scusa dell’urgenza e non lasceremo che si utilizzino battaglie sacrosante, come quella per i diritti dei disabili, come cavallo di Troia per far passare ben altri provvedimenti.

Il filo conduttore di questo inizio, come purtroppo ci aspettavamo, è l’uomo solo al comando, come si evince anche dalla composizione di questa Giunta. Una giunta debole, lo dico non per mancare di rispetto agli assessori, ai quali auguro invece buon lavoro con l’auspicio che lavorino nell’interesse della nostra gente, lo dico riportando le analisi che sono circolate su tutti i mezzi d’informazione all’indomani dell’annuncio dei nomi: uomini fidatissimi nei ruoli chiave, il suo alter ego come vicepresidente, peraltro incompatibile giacchè deputato, cui va anche la delega per l’urbanistica; ma soprattutto tutte le deleghe che contano, quelle da cui più di tutte dipende il futuro di questa nostra terra, agricoltura, turismo e cultura, ossia quelli che dovrebbero essere il nuovo volano di sviluppo della Campania, e ancora ambiente, trasporti e sanità, le aree che racchiudono le maggiori criticità e dove solo la spesa sanitaria vale oltre il 50 per cento dell’intero bilancio, ebbene tutte queste deleghe nelle mani di un uomo solo: De Luca. Dunque De Luca non si fida neppure di coloro che ha scelto, al punto da tenere per sé le deleghe fondamentali. Se non si fida lui perché dovremmo fidarci noi?

Tutti gli ambiti inerenti queste deleghe richiederebbero un impegno assoluto h 24 tutti i giorni della settimana. Come intende De Luca da solo far fronte a questo impegno? Di uno e trino noi ne conosciamo uno solo e non si chiama Vincenzo De Luca. Se poi il problema è che non ha trovato persone competenti in quei settori, se vuole gli passiamo noi alcune delle centinaia di curriculum che abbiamo ricevuto dai cittadini campani e tra i quali avremmo scelto la nostra giunta, se fossimo stati al governo di questa Regione.

Ci piacerebbe sapere come intende De Luca affrontare le immani criticità dei settori per i quali si è tenuto le deleghe, dando risposte sistemiche, trovando soluzioni adeguate e non facendo spot pubblicitari sulla pelle dei cittadini. E mi riferisco per esempio alla panacea a tutti i mali della Terra dei Fuochi rappresentata dallo smantellamento dei campi rom di Giugliano (io ad es. vivo a Pomigliano, in piena Terra dei fuochi e non ci sono campi Rom), senza andare minimamente a indagare e a intaccare le cause del fenomeno ossia il lavoro sommerso che produce rifiuti speciali che non sono smaltibili attraverso le filiere certificate e che vengono perciò bruciati, e senza dire neppure una parola al suo buon amico Renzi sullo smantellamento del Corpo Forestale dello Stato, che è un colpo mortale inferto alla nostra terra. E mi riferisco pure ai due interventi simbolici per la mobilità: la riattivazione della funicolare di Montevergine e della funivia di Monte Faito. Interventi simbolici per la mobilità? Ma lo conosce l’inferno quotidiano dei pendolari campani il signor De Luca? Qui manca il servizio essenziale e minimo e si pensa agli interventi simbolici!

Qui si sta procedendo all’inverso: non si affrontano le cause, ma si parte da piccoli rimedi agli effetti da giocarsi mediaticamente. Se questo è il modo con cui si intende procedere noi non ci stiamo e il nostro contributo sarà portare soluzioni serie, che nascano dal coinvolgimento di cittadini, associazioni ed esperti, come stiamo già facendo, avendo depositato due proposte di legge, una sul taglio dei costi della politica e una sull’acqua pubblica, e una mozione sugli impianti di depurazione.

Noi oggi come M5S siamo all’opposizione e abbiamo soprattutto il compito di controllare, smascherare il malaffare e denunciarlo, essere da pungolo, essere sentinelle di legalità. Sappiate che non saremo solo questo: noi vi sfideremo sul campo delle proposte, vi spingeremo ad affrontare le priorità, e a farlo con soluzioni serie e realmente efficaci.

Oggi in II commissione come primo atto si è proposta una procedura d’urgenza senza fornire una relazione di dettaglio, che chiarisse bene cosa si volesse fare e perché, senza passare per il vaglio di tutte le commissioni, si è richiesto a questo Consiglio l’approvazione di un ddl su una variazione di bilancio giustificandolo col ripristino del fondo alla disabilità. Ma a guardare la delibera di giunta 331 gli interventi previsti e criptici andavano ben oltre il ripristino di un non meglio identificato fondo alla disabilità. Stamattina un nuovo colpo di scena: la delibera di giunta si sdoppia e una la 334 contiene il solo intervento di alimentazione di un fondo per la rete dei servizi sociosanitari e sociali, un’altra la 335 ulteriori interventi criptici ma urgenti! Ebbene signori, il tema della disabilità è un tema che non ci è caro, ma carissimo avendo avuto innumerevoli incontri con le tante realtà del nostro territorio che si occupano i disabilità e avremo perciò un’attenzione massima perché lo si affronti con serietà assoluta ed interventi efficaci. Chiediamo che si istituisca anzitutto un’anagrafe quali-quantitativa, che non si parli di una generica abolizione dei tetti di spesa, ma di qualificare la spesa sociosanitaria, si sono tagliati 54 mln per i semiconvitto, oggi si vogliono stanziare 14 mln x cosa? Sul sociosanitario si stanzino fondi sulla base di un’anagrafe fatta da Asl e comuni e non dai centri di riabilitazione. Noi siamo disposti a lavorare insieme su questi temi e insieme a comitati e associazioni, e farlo con serietà.

Nel corso della prima seduta del Consiglio regionale del 9 luglio avevamo già chiesto a tutti i consiglieri di promuovere in tempi brevissimi come primo provvedimento la ripubblicizzazione del servizio idrico in Campania. Avevamo riportato le dichiarazioni dello stesso De Luca che in campagna elettorale si era detto a favore dell’acqua pubblica, perchè ci dimostrasse la reale volontà di trasformare le parole in fatti. Negli ultimi giorni sono emersi dei fatti gravissimi, ovvero il sistema di corruzione diffusa all’interno degli enti che gestiscono i servizi idrici della regione Campania, con elargizione di illeciti finanziamenti e tangenti a politici locali, nonché l’ordinanza di arresto del deputato Carlo Sarro, commissario straordinario dell’ATO 3 sarnese-vesuviano che gestisce i servizi idrici nelle province di Napoli e Salerno, per aver pilotato le gare d’appalto della Gori relative alla manutenzione delle reti idriche e fognarie, favorendone l’assegnazione a ditte legate ai clan dei casalesi.

Alla luce di tutto questo, la nostra richiesta assume un carattere di straordinaria necessità e urgenza, a garanzia di tutti i cittadini campani e per il ripristino della legalità in un settore che ha impatto sulla vita di ognuno, oltre ad avere un’alta valenza simbolica: le mani della camorra sull’acqua significano le mani della camorra sulla vita di tutti i cittadini campani.

Questi anni di privatizzazione dell’acqua sono stati anni di calvario per i cittadini, che si sono visti recapitare bollette idriche aumentate anche del 70 per cento, che hanno dovuto farsi assurdamente carico dei debiti frutto della cattiva gestione della Gori attraverso il cosiddetto recupero delle partite pregresse e, oggi sappiamo, anche di tangenti e appalti a società in odore di camorra, stando alle indagini della magistratura. Abbiamo prodotto al Presidente del Consiglio regionale la calendarizzione con procedura d’urgenza la discussione della proposta di legge regionale dei comitati dell’acqua pubblica che abbiamo depositato in Consiglio. Acqua pubblica per il ripristino della legalità, della trasparenza e dei diritti essenziali negati. Subito.

Benissimo che si apra il dibattito sul reddito di cittadinanza in una regione col 23% di famiglie povere. Noi presto presenteremo una proposta di legge in merito e collaboreremo con tutti coloro che intendono lavorare su questo tema.

Per concludere lancio un appello a tutti i consiglieri perché facciano pressione sui loro parlamentari affinché si approvi in Parlamento un provvedimento condiviso che elimini la vera e propria vessazione a cui sono sottoposti i campani, che pagano tariffe RcAuto superiori del 141% rispetto agli altri cittadini italiani. Noi del M5S abbiamo già presentato un emendamento in Commissione bilancio e finanze dove si discute il ddl Competitività che contiene un capitolo sull’RcAuto, ma siamo pronti a votare anche gli emendamenti della maggioranza, purché si arrivi a una soluzione per questa grave ingiustizia. Il momento é adesso!

 

Un ruolo in Commissione ottenuto nella libertà e senza compromessi

consiglio regionale m5sAppena conclusa la prima seduta della Commissione II (Bilancio e Finanze – Demanio e Patrimonio) nella quale abbiamo designato come componenti i nostri Tommaso Malerba e Gennaro Saiello. In questa prima seduta si è votato l’ufficio di presidenza della Commissione composto da presidente, vicepresidente e segretario. Il tentativo della maggioranza e dell’altra “opposizione” è stato di trovare un accordo tra tutti e dunque anche col M5S (evenienza contemplata dal Regolamento, al fine di evitare il voto segreto) sull’intera composizione dell’ufficio di presidenza, con il presidente e il vicepresidente alla maggioranza e il segretario al M5S. Noi ci siamo sottratti ad ogni accordo e abbiamo chiesto che si votasse, ribadendo con chiarezza che non ci bastano i contentini e che vogliamo che venga garantito nelle commissioni permanenti e speciali il nostro ruolo di garanzia e controllo: abbiano il coraggio di abbandonare l’arrogante logica dei numeri e di cambiare la prassi che assegna alla maggioranza sia la presidenza che vicepresidenza delle commissioni permanenti, e garantiscano inoltre al M5S il ruolo che gli spetta nelle commissioni speciali. Non serve alcun accordo per realizzare questo: si tratta di riconoscere e garantire il volere degli elettori. Per tale ragione abbiamo scelto di votare esclusivamente i nostri e il risultato dello scrutinio è stata l’elezione di un presidente e di un vicepresidente della maggioranza e di Gennaro Saiello del M5S come segretario, un ruolo del tutto marginale e ininfluente, ma comunque ottenuto nella libertà e senza compromessi.

Il rendiconto della campagna elettorale

IMG_4295Siamo finalmente entrati in Regione Campania: il MoVimento 5 Stelle per la prima volta è rappresentato da 7 consiglieri regionali e stiamo già lavorando come gruppo per far tornare l’onestà nel consiglio regionale.
L’onestà va praticata tutti i giorni, nel quotidiano, si è onesti sempre e non solo in determinate circostanze.
Iniziamo noi con il pubblicare il rendiconto della campagna elettorale.

I soldi che abbiamo speso per far conoscere il programma del Movimento 5 Stelle. E’ stata una campagna lunga e faticosa, ci siamo dovuti scontrare con apparati di partito che hanno speso, e spero prima o poi rendiconteranno, cifre impensabili per i cittadini normali, pare almeno 1.000.000 € per ciascuna coalizione.
Il MoVimento 5 Stelle rifiuta i rimborsi elettorali, nel rispetto del voto referendario del 1993, tutte le nostre attività sono autofinanziate da microdonazioni libere dei cittadini.

La nostra campagna elettorale in Campania ha avuto la finalità di realizzare proposte per la Campania e iniziare già a lavorare per il territorio. Abbiamo perciò scelto di non svolgere eventi in sale e posti chiusi e siamo andati nei luoghi dove c’erano problemi da risolvere e risorse da valorizzare. Ci siamo messi al lavoro per la nostra regione e abbiamo speso una parte dei soldi della campagna elettorale per realizzare soluzioni concrete per i disastri provocati da anni di cattiva gestione della cosa pubblica o per valorizzare la bellezza della nostra terra.

L’ammontare delle donazioni, che sono il frutto del contributo di migliaia di attivisti e sostenitori, che hanno creduto nel nostro modo di fare politica, è  stato di 20.830,38 €; di questi 11.920 € sono i proventi delle tre serate “il Parlamentare che serve” organizzate a Napoli, Caserta e Salerno, serate nelle quali i Parlamentari del M5S hanno fatto i camerieri e i pizzaioli servendo le pizze ai tavoli, ogni partecipante ha donato in media 5 €.
6.910,38 € invece sono le donazioni arrivate sul conto corrente postale e sul conto paypal fatte da cittadini non solo campani; 1.000 € è il ricavato della vendita su Ebay del presepe donatoci dal maestro  Ferrigno di San Gregorio Armeno e 1.366,40 € sono stati versati dalla sottoscritta (1.000 € versati sul conto e 366,40 € in contanti).

La nostra campagna elettorale è costata 20.054,45 € e questi soldi li abbiamo spesi in questo modo:

6.155 € in banner pvc, pannelli plexiglas con supporti per esporre il programma, magliette con il logo del movimento, bandiere, gadget M5S e spese di allestimento degli eventi;
4.820 € in volantini per i meetup di tutta la regione Campania;
2.370 € in manifesti per tutti i comuni della Campania;
5.024,28 € per oltre 30 eventi dall’apertura della campagna elettorale del 7 marzo alla chiusura del 29 maggio. (service, palchi, occupazioni di suolo pubblico, allestimenti per gli eventi, etc.)

Abbiamo inoltre acquistato un’isola ecologica e 100 cestini per la raccolta differenziata che abbiamo donato al Parco Nazionale del Vesuvio: i cestini li useranno nelle scuole, l’isola ecologica invece è già stata installata sul Gran Cono del Vesuvio, dove i turisti non sapevano dove gettare i rifiuti perché non c’erano raccoglitori per i rifiuti!(mentre la politica decideva il da farsi ci abbiamo pensato noi)!

Infine 650 €, quanto avanzato dalla campagna elettorale una volta tolte le spese di chiusura conto, li abbiamo donati, ad urne chiuse, all’associazione Tutti a Scuola Onlusche lotta ogni giorno per far rispettare i diritti dei bimbi disabili.

Molti politici di professione strabuzzeranno gli occhi, lo sappiamo, ma è proprio così: con poco più di 20.000 € abbiamo realizzato tutta la campagna elettorale per il candidato Presidente di Regione e per il M5S, con il risultato  del 18% dei voti.
La nostra forza sono i cittadini, gli attivisti e tutti coloro che credono nel Movimento 5 Stelle: a tutti loro va il mio ringraziamento.
Senza di loro questo risultato eccezionale non sarebbe mai potuto arrivare.

TRASPARENZA
Oggi abbiamo chiuso il conto corrente postale utilizzato per il periodo elettorale, come prevede la legge ho inoltre consegnato la rendicontazione alla Corte d’appello, così come stanno facendo tutti i candidati regionali eletti e non del M5S per rendicontare le loro spese personali come singoli candidati. La mia rendicontazione riguarda non solo le spese elettorali che ho sostenuto come candidata, ma in quanto candidato presidente, riguardano le spese di tutto il M5S Campania.

Clicca sui link di seguito per scaricare gli estratti conto del conto corrente postale e del conto paypal, dove poter visualizzare tutte le donazioni e le spese della campagna elettorale; per motivi di privacy abbiamo inserito solo le iniziali dei donatori.

 

Il nuovo “pacco” agli italiani di VannaMarchiRenzi

Il mio intervento integrale di questa mattina a Coffee Break.
Ho parlato del nuovo “pacco” agli italiani di VannaMarchiRenzi, l’ennesimo colpo di teatro per nascondere il fallimento totale di questo suo primo anno di governo, e delle coperture che non esistono. Qualcuno mi è sembrato un pò in difficoltà… valutate voi!
E infine ho parlato di immigrazione, la “gallina dalle uova d’oro” di criminalità organizzata e politica corrotta, e delle emergenze create ad arte dai partiti per continuare a foraggiare la corruzione.
Noi del M5S abbiamo delle proposte serissime, presentate da tempo in Parlamento, che tutelerebbero i cittadini italiani insieme alla dignità dei migranti: ma i partiti non hanno nessuna intenzione di risolvere il problema.

Il rammarico di una nostra scelta

conferenza m5s regione campaniaUna spiegazione doverosa al disorientamento espresso dai tanti attivisti ed elettori del M5S rispetto alla nostra scelta di votare il candidato del Pd alla presidenza del Consiglio regionale.
Da premettere la pressione fortissima con cui abbiamo vissuto le settimane precedenti, che ci hanno visto respingere in ogni modo il tentativo di sancire il principio che un cittadino, in questo caso De Luca, fosse al di sopra della legge; tanto che fino a pochissimi giorni prima del consiglio neppure sapevamo se la consiliatura sarebbe iniziata o se, come auspicavamo, si sarebbe arrivati allo scioglimento del consiglio ed a nuove elezioni.
Sull’elezione a Presidente del Consiglio regionale della Campania, avevamo più volte dichiarato di voler contribuire a restituire dignità e legalità a un’istituzione, infangata nel recente passato da presidenti arrestati e rinviati a giudizio, chiedendo che il candidato fosse una persona nè indagata nè condannata. Una persona degna.
Richiesta a cui la maggioranza ha presentato quale nome “migliore”, se così si può dire, quello di Rosetta D’Amelio. Nome subito, sapientemente, spinto anche da alcune tv e giornali.
Un nome che in base alle rapide ricerche effettuate nei pochissimi giorni antecedenti il Consiglio
sembrava rispondente ai criteri oggettivi che avevamo richiesto. E così il 9 luglio al primo Consiglio abbiamo espresso il nostro sostegno non alla persona, sia chiaro, bensì a dei valori di principio che avevamo posto come cardine per il ruolo di presidente, quale figura istituzionale di garanzia del Consiglio tutto.
Successivamente, grazie alle segnalazioni giunte dai territori, e come riportato da notizie di stampa, siamo venuti a conoscenza della condanna a sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio ottenuta dalla stessa D’Amelio non più tardi del 2007. Condanna sospesa e perciò non presente nel casellario giudiziale.
Che dire? Avessimo interpellato prima gli attivisti dei territori, condividendo con loro i possibili dubbi su una scelta così importante, non saremmo incorsi nell’errore di votarla. Un errore di metodo, la non condivisione, che ci ha condotto ad un errore di merito: votare una persona condannata.
Ci scusiamo con gli attivisti e i sostenitori del M5S che si sono sentiti traditi da una scelta, che, alla luce degli elementi emersi, non è più sostenibile. Ne siamo profondamente rammaricati.
Per tale ragione, oltre a constatare il comportamento irresponsabile della maggioranza, che non ha concesso ruoli di garanzia al secondo partito di opposizione in Campania, sottolineiamo come si spacci per nuovo e pulito chi nuovo e pulito non è per niente.
Questi partiti proprio non riescono a trovare tra le loro fila una persona non invischiata in condanne e tribunali.
Scusateci ma noi ci chiamiamo fuori. Il Movimento 5 Stelle è altro.