Il rendiconto della campagna elettorale

Il rendiconto della campagna elettorale

Il rendiconto della campagna elettorale

IMG_4295Siamo finalmente entrati in Regione Campania: il MoVimento 5 Stelle per la prima volta è rappresentato da 7 consiglieri regionali e stiamo già lavorando come gruppo per far tornare l’onestà nel consiglio regionale.
L’onestà va praticata tutti i giorni, nel quotidiano, si è onesti sempre e non solo in determinate circostanze.
Iniziamo noi con il pubblicare il rendiconto della campagna elettorale.

I soldi che abbiamo speso per far conoscere il programma del Movimento 5 Stelle. E’ stata una campagna lunga e faticosa, ci siamo dovuti scontrare con apparati di partito che hanno speso, e spero prima o poi rendiconteranno, cifre impensabili per i cittadini normali, pare almeno 1.000.000 € per ciascuna coalizione.
Il MoVimento 5 Stelle rifiuta i rimborsi elettorali, nel rispetto del voto referendario del 1993, tutte le nostre attività sono autofinanziate da microdonazioni libere dei cittadini.

La nostra campagna elettorale in Campania ha avuto la finalità di realizzare proposte per la Campania e iniziare già a lavorare per il territorio. Abbiamo perciò scelto di non svolgere eventi in sale e posti chiusi e siamo andati nei luoghi dove c’erano problemi da risolvere e risorse da valorizzare. Ci siamo messi al lavoro per la nostra regione e abbiamo speso una parte dei soldi della campagna elettorale per realizzare soluzioni concrete per i disastri provocati da anni di cattiva gestione della cosa pubblica o per valorizzare la bellezza della nostra terra.

L’ammontare delle donazioni, che sono il frutto del contributo di migliaia di attivisti e sostenitori, che hanno creduto nel nostro modo di fare politica, è  stato di 20.830,38 €; di questi 11.920 € sono i proventi delle tre serate “il Parlamentare che serve” organizzate a Napoli, Caserta e Salerno, serate nelle quali i Parlamentari del M5S hanno fatto i camerieri e i pizzaioli servendo le pizze ai tavoli, ogni partecipante ha donato in media 5 €.
6.910,38 € invece sono le donazioni arrivate sul conto corrente postale e sul conto paypal fatte da cittadini non solo campani; 1.000 € è il ricavato della vendita su Ebay del presepe donatoci dal maestro  Ferrigno di San Gregorio Armeno e 1.366,40 € sono stati versati dalla sottoscritta (1.000 € versati sul conto e 366,40 € in contanti).

La nostra campagna elettorale è costata 20.054,45 € e questi soldi li abbiamo spesi in questo modo:

6.155 € in banner pvc, pannelli plexiglas con supporti per esporre il programma, magliette con il logo del movimento, bandiere, gadget M5S e spese di allestimento degli eventi;
4.820 € in volantini per i meetup di tutta la regione Campania;
2.370 € in manifesti per tutti i comuni della Campania;
5.024,28 € per oltre 30 eventi dall’apertura della campagna elettorale del 7 marzo alla chiusura del 29 maggio. (service, palchi, occupazioni di suolo pubblico, allestimenti per gli eventi, etc.)

Abbiamo inoltre acquistato un’isola ecologica e 100 cestini per la raccolta differenziata che abbiamo donato al Parco Nazionale del Vesuvio: i cestini li useranno nelle scuole, l’isola ecologica invece è già stata installata sul Gran Cono del Vesuvio, dove i turisti non sapevano dove gettare i rifiuti perché non c’erano raccoglitori per i rifiuti!(mentre la politica decideva il da farsi ci abbiamo pensato noi)!

Infine 650 €, quanto avanzato dalla campagna elettorale una volta tolte le spese di chiusura conto, li abbiamo donati, ad urne chiuse, all’associazione Tutti a Scuola Onlusche lotta ogni giorno per far rispettare i diritti dei bimbi disabili.

Molti politici di professione strabuzzeranno gli occhi, lo sappiamo, ma è proprio così: con poco più di 20.000 € abbiamo realizzato tutta la campagna elettorale per il candidato Presidente di Regione e per il M5S, con il risultato  del 18% dei voti.
La nostra forza sono i cittadini, gli attivisti e tutti coloro che credono nel Movimento 5 Stelle: a tutti loro va il mio ringraziamento.
Senza di loro questo risultato eccezionale non sarebbe mai potuto arrivare.

TRASPARENZA
Oggi abbiamo chiuso il conto corrente postale utilizzato per il periodo elettorale, come prevede la legge ho inoltre consegnato la rendicontazione alla Corte d’appello, così come stanno facendo tutti i candidati regionali eletti e non del M5S per rendicontare le loro spese personali come singoli candidati. La mia rendicontazione riguarda non solo le spese elettorali che ho sostenuto come candidata, ma in quanto candidato presidente, riguardano le spese di tutto il M5S Campania.

Clicca sui link di seguito per scaricare gli estratti conto del conto corrente postale e del conto paypal, dove poter visualizzare tutte le donazioni e le spese della campagna elettorale; per motivi di privacy abbiamo inserito solo le iniziali dei donatori.

 

Il nuovo “pacco” agli italiani di VannaMarchiRenzi

Il mio intervento integrale di questa mattina a Coffee Break.
Ho parlato del nuovo “pacco” agli italiani di VannaMarchiRenzi, l’ennesimo colpo di teatro per nascondere il fallimento totale di questo suo primo anno di governo, e delle coperture che non esistono. Qualcuno mi è sembrato un pò in difficoltà… valutate voi!
E infine ho parlato di immigrazione, la “gallina dalle uova d’oro” di criminalità organizzata e politica corrotta, e delle emergenze create ad arte dai partiti per continuare a foraggiare la corruzione.
Noi del M5S abbiamo delle proposte serissime, presentate da tempo in Parlamento, che tutelerebbero i cittadini italiani insieme alla dignità dei migranti: ma i partiti non hanno nessuna intenzione di risolvere il problema.

Il rammarico di una nostra scelta

conferenza m5s regione campaniaUna spiegazione doverosa al disorientamento espresso dai tanti attivisti ed elettori del M5S rispetto alla nostra scelta di votare il candidato del Pd alla presidenza del Consiglio regionale.
Da premettere la pressione fortissima con cui abbiamo vissuto le settimane precedenti, che ci hanno visto respingere in ogni modo il tentativo di sancire il principio che un cittadino, in questo caso De Luca, fosse al di sopra della legge; tanto che fino a pochissimi giorni prima del consiglio neppure sapevamo se la consiliatura sarebbe iniziata o se, come auspicavamo, si sarebbe arrivati allo scioglimento del consiglio ed a nuove elezioni.
Sull’elezione a Presidente del Consiglio regionale della Campania, avevamo più volte dichiarato di voler contribuire a restituire dignità e legalità a un’istituzione, infangata nel recente passato da presidenti arrestati e rinviati a giudizio, chiedendo che il candidato fosse una persona nè indagata nè condannata. Una persona degna.
Richiesta a cui la maggioranza ha presentato quale nome “migliore”, se così si può dire, quello di Rosetta D’Amelio. Nome subito, sapientemente, spinto anche da alcune tv e giornali.
Un nome che in base alle rapide ricerche effettuate nei pochissimi giorni antecedenti il Consiglio
sembrava rispondente ai criteri oggettivi che avevamo richiesto. E così il 9 luglio al primo Consiglio abbiamo espresso il nostro sostegno non alla persona, sia chiaro, bensì a dei valori di principio che avevamo posto come cardine per il ruolo di presidente, quale figura istituzionale di garanzia del Consiglio tutto.
Successivamente, grazie alle segnalazioni giunte dai territori, e come riportato da notizie di stampa, siamo venuti a conoscenza della condanna a sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio ottenuta dalla stessa D’Amelio non più tardi del 2007. Condanna sospesa e perciò non presente nel casellario giudiziale.
Che dire? Avessimo interpellato prima gli attivisti dei territori, condividendo con loro i possibili dubbi su una scelta così importante, non saremmo incorsi nell’errore di votarla. Un errore di metodo, la non condivisione, che ci ha condotto ad un errore di merito: votare una persona condannata.
Ci scusiamo con gli attivisti e i sostenitori del M5S che si sono sentiti traditi da una scelta, che, alla luce degli elementi emersi, non è più sostenibile. Ne siamo profondamente rammaricati.
Per tale ragione, oltre a constatare il comportamento irresponsabile della maggioranza, che non ha concesso ruoli di garanzia al secondo partito di opposizione in Campania, sottolineiamo come si spacci per nuovo e pulito chi nuovo e pulito non è per niente.
Questi partiti proprio non riescono a trovare tra le loro fila una persona non invischiata in condanne e tribunali.
Scusateci ma noi ci chiamiamo fuori. Il Movimento 5 Stelle è altro.

La prima proposta di legge per colpire i privilegi

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Stamattina in conferenza stampa abbiamo presentato la nostra prima proposta di legge sul TAGLIO DEI COSTI E DEI PRIVILEGI DELLA POLITICA.
Chi lavora nelle istituzioni su mandato dei cittadini è chiamato a dare l’esempio: non si può affermare di voler lavorare per il bene della Campania, in una terra come la nostra con il 23% di famiglie sotto la soglia di povertà e oltre il 50% di disoccupazione giovanile, e non essere disposti a ridimensionare i compensi abnormi e i privilegi che spettano ai membri dell’istituzione Regione.
Chi ha a cuore la vita e il benessere dei cittadini campani cominci a dimostrarlo e a dare l’esempio.
Noi del M5S non aspettiamo che venga approvata una legge per tagliarci lo stipendio e rinunciare a tutti i privilegi e le indennità aggiuntive: quello che proponiamo agli altri lo attuiamo prima di tutto per noi stessi. Abbiamo già dichiarato pubblicamente il nostro impegno.
Per comprendere meglio la proposta del M5S va spiegato come è composto lo stipendio di un consigliere: circa 6600 euro per l’indennità di carica, più circa 4400 euro di spese di esercizio di mandato, oltre alle eventuali ulteriori indennità di funzione per incarichi aggiuntivi.
Ancora più alti i compensi dei membri della giunta.
La nostra proposta si ispira alle retribuzioni ed ai tagli che tutti i portavoce del M5S nelle istituzioni si “impongono” ben volentieri da sempre:

  • RIDUZIONE dell’indennità di carica dei consiglieri a 5000 euro lordi;
  • ABOLIZIONE di tutte le indennità di funzione per incarichi aggiuntivi;
  • rimborso per le spese di mandato puntualmente RENDICONTATE;
  • EQUIPARAZIONE del trattamento previdenziale (ed il ricalcolo dei trattamenti previdenziali in essere) dei consiglieri regionali e dei membri della giunta regionale a quello dei dipendenti pubblici di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo n. 165 del 2001;
  • ADEGUAMENTO della normativa concernente gli assegni di reversibilità a quanto previsto per i dipendenti pubblici di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo n. 165 del 2001;
  • SOSPENSIONE dell’erogazione dell’indennità di carica e dei rimborsi spese per l’esercizio del mandato in caso della sottoposizione del consigliere regionale o del membro della giunta regionale alla misura della custodia cautelare in carcere o degli arresti domiciliari.

Con i milioni di euro recuperati da questi semplici tagli si potrebbe far partire subito in via sperimentale il REDDITO DI CITTADINANZA per le famiglie campane che vivono in condizioni di disagio estremo.

Lanciamo la sfida a tutte le altre forze politiche: dimostrassero coi FATTI e mettendo mano al loro portafoglio che hanno davvero a cuore il futuro della nostra gente.

L’acqua pubblica sarà una delle nostre prime battaglie in Regione

m5s regione campania ciarambinoL’acqua pubblica è una delle 5 stelle del M5S e sarà una delle nostre prime battaglie in Regione. Anzitutto esigeremo la liquidazione della Gori, richiedendo il pagamento dei debiti milionari che la Regione vanta nei suoi riguardi e che la Gori sta facendo pagare ai cittadini, anche con le ultime salatissime bollette arrivate in questi giorni.
Oggi poi, l’impegno per l’acqua pubblica in Campania portato avanti dal M5S insieme ai comitati, segna un importante punto a favore: la Corte Costituzionale ha accolto il nostro ricorso contro le normative introdotte dall’ex presidente della Regione Stefano Caldoro, bocciando la nuova governance sui servizi idrici introdotta in Campania, che sottrae il potere ai sindaci sulla gestione del servizio idrico e lo affida alle lobby dell’acqua.
Secondo la sentenza sono gli Ato, e dunque i Comuni, non la Regione, a dover decidere in merito all’acqua pubblica.
Con questa sentenza i sindaci potranno rifiutarsi di firmare la convenzione con la Regione per aderire ai nuovi enti d’ambito Eiato, che spossessano ulteriormente i Comuni e i cittadini di ogni potere decisionale sull’acqua.
Noi consiglieri regionali del M5S, secondo l’impegno sottoscritto coi comitati, ci impegneremo ad approvare, entro i primi 100 giorni, una legge di riorganizzazione del servizio idrico che restituisca il potere nelle mani delle Amministrazioni locali e preveda la partecipazione democratica di cittadini e comitati.
Dobbiamo assolutamente tornare a una gestione pubblica, efficiente, solidale e partecipata dell’acqua.
Ora tocca a noi!