Si accerti la responsabilità di chi doveva organizzare e gestire l’Ospedale

Si accerti la responsabilità di chi doveva organizzare e gestire l’Ospedale

Si accerti la responsabilità di chi doveva organizzare e gestire l’Ospedale

Le parole di De Luca e le sue promesse di massimo rigore nell’accertamento delle responsabilità nella vicenda del povero Antonio suonano come una beffa.
Ci mancherebbe che non si proceda con rigore all’accertamento delle responsabilità.
Il punto è quali responsabilità.
Il sospetto è che ci si voglia concentrare solo e soltanto sulle responsabilità dei singoli medici ed infermieri e sulle gravissime negligenze che hanno caratterizzato questa vicenda, ma senza minimamente sfiorare le inefficienze organizzative e gestionali, e dunque senza toccare chi aveva in mano il potere decisionale per organizzare e garantire livelli assistenziali tali da evitare questa ed altre analoghe tragedie.
Noi non lo consentiremo.

Vogliamo che si indaghi su come è gestito quell’Ospedale, su come sono stati organizzati i turni ferie e se è stata garantita un’adeguata presenza di personale nei reparti, anche dopo il cospicuo trasferimento di personale all’OspedaledelMare, che oggi è ancora un’enorme cattedrale nel deserto.

Su questo il 20 giugno scorso avevamo presentato una richiesta di informazioni al direttore generale, rimasta senza risposta.
Ora il direttore generale dovrà rispondere alla nostra interrogazione.
Il dubbio è che quella notte reparti essenziali fossero chiusi o non adeguatamente presidiati.
Dalle dichiarazioni del direttore generale dell’Asl Na 3 sud sembrerebbe che il paziente, con evidente trauma cranico, fosse stato inviato al Loreto Mare perchè provvisto di neurochirurgia: era attivo il reparto?
Erano presenti i neurochirurghi?
E se non era garantito il funzionamento del reparto per via delle ferie estive, la direzione sanitaria aveva avvisato la centrale operativa?
Vogliamo sapere se il malfunzionamento dei sistemi di monitoraggio del reparto di Rianimazione, da noi denunciato con un’interrogazione a novembre 2016, era stato risolto e se la strumentazione diagnostica del Loreto Mare era funzionante.
Inoltre, erano state adottate disposizioni per l’esercizio della direzione sanitaria di presidio nelle ore notturne e festive e chi svolgeva le funzioni di direttore sanitario quella tragica notte?
Tra gli elementi più gravi della vicenda c’è il rimpallo di responsabilità tra gli operatori, ma un ospedale dovrebbe avere protocolli assistenziali interni, per capire chi deve intervenire in questi casi e come deve avvenire il trasferimento ad altri presidi, perchè è scandaloso che tutto sia affidato alla volontà o alla non volontà dei singoli.
Esistono questi protocolli?
A ciò si aggiunge la mancanza di un’ambulanza rianimativa, fatto gravissimo, denunciato da tempo, ma nessun provvedimento è stato mai assunto.
Vogliamo infine sapere cosa ha determinato la volontà di trasferire ad altro ospedale un paziente in pericolo di vita.
E vogliamo capire pure perchè al Vecchio Pellegrini nessuno si è assunto la responsabilità di trattenere un paziente in condizioni così critiche, sottoponendolo nuovamente allo stress del trasporto al Loreto Mare.
Trasmetteremo la nostra interrogazione anche al ministro Lorenzin, corresponsabile dello sfascio della Sanità campana con la nomina di De Luca a commissario, perchè si assuma le sue responsabilità.
L’invio degli ispettori a tragedie avvenute ci serve a poco.

Richiesta di informazioni al direttore generale del 20 Giugno, rimasta senza risposta

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