TRE ANNI DI ATTESA PER UN TUMORE. E LA CHIAMANO “SANITÀ SVEDESE”

TRE ANNI DI ATTESA PER UN TUMORE. E LA CHIAMANO “SANITÀ SVEDESE”

TRE ANNI DI ATTESA PER UN TUMORE. E LA CHIAMANO “SANITÀ SVEDESE”

Nel 2015 un paziente si prenota per un intervento di rimozione di un tumore alla prostata e dopo tre anni un’operatrice lo contatta per chiedergli se è ancora “interessato”.
Un caso gravissimo, accaduto al Cardarelli e denunciato dall’associazione Assotutela, ma che è purtroppo soltanto uno dei tantissimi episodi che definiscono la vergognosa gestione delle liste d’attesa in Campania.
Al danno, si aggiunga anche la beffa subita da questo cittadino che, dopo aver visto calpestare i suoi diritti, di fronte alle sue legittime rimostranze si è sentito staccare la comunicazione dall’operatrice.
Nei prossimi giorni inoltrerò una segnalazione al Cardarelli per chieder conto di questa vicenda assurda e per capire se e quanti altri casi di questo genere si siano verificati.

Casi che non si ripeteranno mai più, neppure in una regione gestita dal peggiore governatore della nostra storia, se la Campania darà attuazione al nuovo Piano per la gestione delle liste d’attesa approvato nei giorni scorsi dal ministro Grillo e che ogni regione dovrà adottare entro 60 giorni. Su questo ho presentato una mozione che andrà in aula al prossimo consiglio.

A causa dei tempi biblici delle liste di attesa, la Campania paga 300 milioni l’anno di emigrazione sanitaria. Queste risorse potranno finanziare azioni di miglioramento della qualità dell’assistenza.

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